L' attentatrice

L' attentatrice

4.0

di Yasmina Khadra


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Descrizione

In un ristorante affollato di Tel-Aviv una donna che si finge incinta fa esplodere la bomba che teneva nascosta sotto il suo vestito. Per tutta la giornata il Dottor Amin, israeliano di origini arabe, opera a ritmo da catena di montaggio le innumerevoli vittime di questo ennesimo attentato. Amin si è sempre rifiutato di prendere posizione sul conflitto che oppone il suo popolo d'origine e quello d'adozione. Nel cuore della notte viene richiamato d'urgenza in ospedale dal suo amico poliziotto Naveed che gli annuncia che la moglie è morta e per giunta era lei la donna kamikaze. A questo punto Amin comincia la sua particolare investigazione sulla donna misteriosa che ha vissuto per anni insieme a lui.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 9 recensioni)

5.0Kamikaze al femminile, 05-08-2011
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Un romanzo estremamente coinvolgente, che scaaraventa nel baratro degli attentati kamikaze al femminile. La storia si snoda attraverso i dubbi e le angoscie di un medico che piano piano perde ogni certezza rispetto a chi gli sta a fianco. Più volte, interrompendo la lettura ho immaginato il finale, ma a ogni ripresa lo scenario si scompigliava nuovamente. Così la fine è una vera sorpresa, che resta impressa a lungo. La scrittura poi è lieve, poetica, densa di pathos... È il primo libro che ho letto di Khandra e poi ho dovuto procurmi tutti gli altri! Questo resta uno dei libri più belli che ho letto ultimamente: consigliatissimo.
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3.0L'attentatrice, 22-07-2011
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L'ho tenuto per molto tempo nella mia biblioteca ma non l'avevo mai letto. Tra queste pagine sta, a mio parere, qualcosa di piu profondo. All'autore va riconosciuto il merito di aver affrontato, attraverso il carattere di alcuni personaggi, i vari aspetti di un conflitto che non è solo politico. Troppe volte si tende a semplificare in bianco e nero realta che, invece, offrono una vastissima gamma di grigio. Yasmina khadra attraverso la poesia di questo racconto non offre soluzioni ma reali spunti di riflessione... In ultima analisi un bel romanzo.
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4.0L'attentatrice, 05-07-2011
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Solo la storia dell'autoreautrice meriterebbe un romanzo a se' stante. Uomo e donna, algerino e francese, europeo e arabo, palestinese e israeliano. Contiene in sé un dualismo irriducibile a qualsiasi tentativo di sintesi, di incontro riconciliatore. Tale rimarrà, finché le contraddizioni, che oppongono queste categorie, resteranno insanabili.
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4.0L'attentatrice, 09-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ottimo per cominciare la conoscenza di questo autore. Si potrebbe speculare a lungo sull'anima divisa in due di Yasmina Khadra, sia come uomo che come scrittore, ma è nel momento stesso in cui diventa scrittore che la sua anima divisa in due viene a galla, si manifesta pubblicamente in tutta la sua forza simbolica, già nell'assunzione, come pseudonimo, del nome della moglie... Yasmina Khadra è uomo e donna, algerino e francese, europeo e arabo, palestinese e israeliano. Contiene in sé un dualismo irriducibile a qualsiasi tentativo di sintesi, di incontro riconciliatore. Tale rimarrà, finché le contraddizioni, che oppongono queste categorie, resteranno insanabili.
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5.0Molto bello, 27-03-2011
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Un romanzo di grande intensità che narra di come si possa vivere felici ed ignari per anni con una persona di cui, in maniera del tutto inattesa e traumatica, si scoprano aspetti sino ad allora nascosti... Lo stile dell'autore è molto gradevole e ricco di reminiscenze poetiche. Lettura molto consigliata.
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5.0Intensità e suspence, 08-03-2011
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Un'opera intensa, densa di contenuti e ricca di suspence. Lo stile dell'autore è poetico e coinvolgente. Uno dei libri più belli letti negli ultimi anni. Ben tratteggiata la figura del protagonista e dei soggetti che gli ruotano intorno. Consigliatissimo.
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4.0L'attentatrice, 31-10-2010
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Amin ha tutto: un lavoro che lo gratifica, l'amore di una donna stupenda, una cerchia di amicizie scelte, una villetta con giardino in un quartiere ricco di Tel Aviv; eppure la sua vita, così faticosamente plasmata dai suoi sforzi, è destinata a crollare come un castello di carte, quando Amin scopre che sua moglie è morta in un attacco suicida: era una kamikaze.

Possiamo davvero essere certi di conoscere la persona che amiamo?

Questa è una delle tante domande che l'autore ci butta in faccia con l'evolversi di questa vicenda: conosci qualcuno, condividi con questa persona quelli che consideri gli anni più belli della tua vita e un bel giorno ti svegli e lei non c'è più, come se non fosse mai esistita, come se fosse vissuta solo nei tuoi sogni, perché la realtà è un'altra, diversa da quella che si costruisce nel ricordo di un uomo innamorato.
Possiamo amare qualcuno senza mai conoscerlo realmente, senza mai condividerne i desideri e gli ideali?
Stiamo insieme con la convinzione di affrontare la vita l'uno al fianco dell'altra eppure capita di scoprire che l'altro ha perso la mano che ci teneva uniti in mezzo alla folla e forse non ha alcuna intenzione di ritrovarla.

Amin parte alla ricerca della verità: è deciso a scoprire tutto ciò che non ha mai neanche lontanamente immaginato di dover domandare alla donna di cui era innamorato; credeva che fosse felice e soddisfatta della loro vita ma lei evidentemente cercava qualcos'altro: una causa per cui immolarsi.
É giusto morire per un ideale, uccidendo persone innocenti?
É giusto cercare di modificare il corso degli eventi, elevandosi al rango di martiri?

Sembra non esserci una via di scampo.
I palestinesi muoiono per la patria, come se, privati di un'appartenenza legittima, gli fosse negata la capacità di sognare: l'unica vera libertà.

Siamo abituati a concepire israeliani e palestinesi come nettamente distinti tra loro mentre il protagonista ci mostra un'altra possibile faccia della medaglia: Amin ha origini arabe ma, dopo molti sacrifici, è diventato un chirurgo rinomato e gode dei privilegi riservati solo agli israeliani appartenenti ad una certa classe sociale.

É possibile mantenere un'etica individuale pur volendo far parte di una collettività?

La vicenda narrata ha di per sè l'impatto di un'esplosione ma ciò che riesce a renderla così straordinaria è la scrittura fisica che la contraddistingue, fatta di carne e sangue e domande, proprio come noi.

Questo è ciò che intendo quando dico che un libro deve lasciare il segno.
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4.0il miglior libro di Khadra, 17-09-2010
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ho letto che vogliono farne un film e dopo averlo letto ho capito il motivo. il libro si legge molto bene, e' scorrevole e ogni pagina ti invita alla successiva. cosa porta una donna arabo-israeliana benestante e con una vita tranquilla a farsi un giorno saltare per aria? con questo racconto Khadra cerca di dare una motivazione a gesti di questo genere. non so se il risultato e' realistico, ma il libro risulta comunque interessante. ho letto molti libri di questo autore e questo, per me, e' il migliore
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4.0Perché?, 19-07-2010
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Una lettura scorrevole, con un linguaggio molto semplice, che, però, racconta dall'interno le ragioni psicologiche che si celano dietro alla decisione di diventare una bomba umana in nome della "causa". Quale? E' la stessa causa di cui parlano i giornali e la tv? La risposta si trova in questo romanzo, che, forse, potrebbe aiutare a comprendere meglio un mondo che noi occidentali non conosciamo (nè comprendiamo) affatto.
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