L' Assommoir

L' Assommoir

4.5

di Émile Zola


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Descrizione

L'ammazzatoio è l'osteria dove i personaggi vanno ad annegare nell'alcool la loro disperazione. Gervaise, amante da anni di Lantier, si stabilisce a Parigi con i due figli da lui avuti. Lantier la abbandona e Gervaise sposa Copeau, un operaio, che ha un grave incidente e per le cui cure vengono spesi tutti i risparmi. Demoralizzato Copeau si dà all'alcool e anche Gervaise comincia a bere e si degrada sempre più fino a prostituirsi. Morto il marito in un ospizio, Gervaise si riduce a vivere in un sottoscala in cui verrà infine trovata morta di stenti.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 6 recensioni)

4.0L'ammazzatoio, 25-07-2011
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L'autore francese è stato forse il primo scrittore di cui mi sia perdutamente innamorata. Attraverso 'L'assomoir', 'Nanà', 'La bestia umana' e 'Il denaro', ho iniziato a familiarizzare con la divina coppia: verità e felicità.
Dopo tanti anni, Gervaise è ancora incisa nella mia mente, e il suo supremo orrore -la preveggente consapevolezza del proprio destino- alla vista del distillatore di alcool non me lo dimenticherò mai. Non potrò farlo perché la lenta discesa nell'abbrutimento e nella morte del cuore non te le scordi quando sono uscite dalla penna di Zola.
Da lui ho imparato ad amare gli scrittori che dissezionano storie e stati d'animo senza paura di tagliarsi le mani.
Zola. Il primo amore.
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4.0L'Assommoir, 17-07-2011
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E' sempre difficile riuscire a commentare un classico del genere. Mi ha sorpreso la potenza narrativa dell'autore che, nonstante nessun evento fuori dal normale in un racconto di vita vera, è riuscito a tenermi incollato al libro. Pensare che l'ho preso e posato varie volte, un po' scettico. La parte centrale è la migliore: il pranzo organizzato da Gervaise ed i dettagli che lo costituiscono è magistrale. Odiosi Coupeau e Lantier. Consigliato
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5.0L'ammazzatoio, 18-11-2010
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Con questo romanzo appartenente alla saga dei Rougon Maquart e composta da 20 storie diverse con le quali Zolà si propose di descrivere le vicende di una famiglia attraverso "Ancien Régime", si pone l'accento sui vizi delle classi più povere e diseredate e di come la loro condizione li porti inesorabilmente all'autodistruzione. L'alcool come mezzo di evasione dai pensieri, dai debiti che non si riescono ad onorare, da una realtà priva di qualsiasi futuro. In particolare il buon operaio Coupeau sposato a Gervaise la lavandaia e padre di Nanà (vedi il romanzo Nanà della medesima saga) non ha vizi fino al maledetto giorno in cui cade da un tetto durante il lavoro. L'ozio e le amicizie lo porteranno a varcare la soglia dell'Ammazzatoio.
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4.0Romanzo purtroppo attuale, 05-11-2010
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Parabola di una vita semplice nella Parigi delle grandi trasformazioni urbane di fine Ottocento. Ascesa e caduta del piccolo proletariato industriale che gioisce delle proprie fortune lavorative, si vizia e degrada fino alle estreme conseguenze. Non ci si può non immedesimare in Gervaise, stare dalla sua parte quando schiaffeggia la sbandata di turno o quando si rilassa, moralmente e fisicamente, dopo le fatiche di una vita miserabile priva di vie d'uscita. In fondo la sua è la morte di ogni possibilità per i diseredati di riuscire nella vita. Che prospettiva.. fin troppo moderna.
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5.0memento mori, 02-08-2010
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Sommo esempio di ascesa e declino della condizione umana, vittima delle sue stesse scelte, in una ridda di dettagli minuziosi che, stillando lenti ed inesorabili dalla prolifica penna di uno dei più alti autori francesi, rendono un’immagine estremamente vivida di tutta la vicenda. Al pari di “Nanà” e “Therese Raquin”, una sublime prova di letteratura e di conoscenza dell’animo umano.
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5.0Ti entra dentro, 15-07-2010
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Assieme a Germinale, il mio preferito di Zola. Non si può fare a meno di appassionarsi alla vita della protagonista, dalla sua ascesa fino alla sua inevitabile distruzione. Zola è meticoloso nel descrivere i suoi personaggi e i luoghi in cui si muovono, tanto che sembra di viverci dentro e di sentire i rumori e gli odori della lavanderia di Gervaise, della sua casa, delle strade. Me li porto ancora dentro, dopo mesi che ne ho terminato la lettura.
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