Aspettando Godot

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4.0

di Samuel Beckett


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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 18 recensioni)

4.0Godot: l'attesa, 10-09-2014, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni
Un'opera incredibilmente semplice che nasconde messaggi altrettanto incredibilmente complessi. Dramma fortunatissimo, che rende Beckett uno degli autori più conosciuti del grande teatro di tutti i tempi. Qui etichettato - giustamente? - teatro dell'assurdo. In questa breve opera succede poco, pochissimo: Estragon e Vladimir aspettano per tutto il tempo l'arrivo di un enigmatico personaggio di nome Godot. E l'attesa stessa genera il senso del loro "celebre" aspettare, si nutre di se stessa. Certo se ne andrebbero subito, se non dovessero aspettare... Godot. Un testo pazzesco, da analizzare con attenzione per capire i meccanismi con cui ci trattiene, con forza, sulla pagina.
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4.0Dell'assurdo, 16-05-2012
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni
Per quanto concerne Aspettando Godot tutti si attendono grandi metafore, mentre l'autore se la ride cinicamente di tutti coloro che credono che la sua opera si esponga nell'astratto. Non tenta di darci risposte nascondendole oltre percorsi apparentemente senza senso, piuttosto ci chiede di farci domande, cosa che in pochi fanno. Quanto sono commoventi Vladimiro ed Estragone? Sono una coppia indistruttibile che litiga continuamente, come se fosse possibile divideli!
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5.0Immenso, 04-05-2012
di V. Braido - leggi tutte le sue recensioni
Studiato al liceo, studiato all'università e letto per il puro piacere di leggere. Sicuramente questo libro non è una lettura che intrattiene, e non era certo questo l'obiettivo di Beckett, ma è al contrario una lettura che fa pensare, scervellare. Il senso di vuoto che lascia è lo specchio del senso di vuoto delle vite dei protagonisti.
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5.0Un capolavoro, 15-03-2012
di G. Anoè - leggi tutte le sue recensioni
Un opera piccola ma immensa. A chi dice che non ha trovato nulla rispondo che non ha cercato bene, perché il nulla, la staticità, la mancanza di prese di posizione, di scelte caratterizza la trama del romanzo, ma non il romanzo. Quest'ultimo al contrario è pienissimo, se non altro è pienissimo di domande...
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1.0Niente da fare, 11-02-2012
di E. Fauner - leggi tutte le sue recensioni
Mi sono avvicinata a Beckett sull'onda dell'entusiasmo per questa sua opera, e ci ho trovato... Il nulla. Due uomini attendono qualcosa o qualcuno, ma non sanno perché; fanno progetti, ma non riescono a metterli in atto; sono così poco caratterizzati che potrebbero rappresentare qualsiasi cosa. Una metafora del mondo reale? Mi sembra un po' troppo. L'umorismo in Beckett? L'ho aspettato, ma non si è presentato all'appuntamento.
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3.0Waiting for godot, 28-09-2011
di S. Graziani - leggi tutte le sue recensioni
Vladimir e Estragon aspettano ansiosamente godot all'ombra di un albero arido. Ma chi è godot? Da dove deve arrivare? Quanto manca al suo arrivo? I due se lo chiedono fino alla fine. Godot è tutto e nulla, è il dio che deve scendere a prenderseli ma non arriva chissà perché tarda cosi' tanto la sua venuta. Aspettiamolo insieme a loro
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4.0Aspetta e spera..., 28-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di M. R. - leggi tutte le sue recensioni
Chi è Godot? Non c'è risposta a questa domanda o forse sì. Godot è tutto e niente, è la fortuna che tutti aspettiamo, il cambiamento, il domani. L'attesa, assurda come i diaologhi che permeano tutta l'opera di Beckett, si fa speranza e follia. Una commedia ricca di spunti di riflessione, un grande classico di estrema attualità.
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4.0Aspettando Godot, 01-04-2011
di E. Longobardi - leggi tutte le sue recensioni
Mi è stato raccomandato dal mio libraio di fiducia. Vladimiro ed Estragone lasciano qualche barlume di speranza, al malcapitato lettore, che la vita riservi qualche scampolo di sorpresa nel prossimo futuro. Non siamo ancora ai livelli claustrofobici di "Finale di partita" che arriverà cinque anni più tardi. Il senso dell'attesa del domani, l'incontro con Pozzo e Lucky, i messaggi del servo di Godot, la dipendenza l'un dall'altro per allievare la solitudine esistenziale, descrivono un'esistenza sospesa al di fuori del tempo, immobile, che si trascina per inerzia.
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4.0Una perenne attesa, 25-03-2011
di V. Bruno - leggi tutte le sue recensioni
Un'opera teatrale divisa in atti simili tra loro, ma oltre l'apparente insensatezza dei dialoghi vi è un significato ben più profondo, che racchiude in sé il disagio di una società classista in perenne attesa di qualcosa, un qualcosa che è stato interpretato in vari modi, come ad esempio Dio (da God). I personaggi dell'opera sono quattro: i protagonisti Vladimiro (Didi) ed Estragone (Gogo), coloro che attendono, e i due passanti Pozzo (padrone) e Lucky (servitori) rappresentanti rispettivamente il capitalismo e la classe operaia. Il tutto termina con la conclusione di un'ulteriore giornata d'attesa vana.
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4.0Nuovo modo di fare teatro, 25-03-2011
di C. Borrelli - leggi tutte le sue recensioni
Una pietra miliare del teatro dell'assurdo, va in realtà oltre il solito non-sense. Difatti la interpretazione di questa disincantata allegoria della vita umana si apre a più possibilità: l'oggetto della nostra attesa può essere dio, la morte, un compagno, o semplicemente il significato della vita. Ma è un'attesa senza risoluzione.
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4.0Beckett, 24-11-2010
di G. Fischione - leggi tutte le sue recensioni
Divertente, allegorica eparticolarmente importante per comprendere la finalità teatrale di Beckett. La rappresentazione del teatro dell'assurdo interpretato anche in chiave filosofica tramite anche lo strumeno dell'ironia.
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5.0Metafora della vita, 22-11-2010
di A. D'Attoma - leggi tutte le sue recensioni
Ho visto in quest'opera di Beckett una metafora della vita dell'uomo: l'attesa di qualcosa di nuovo, di qualcosa che cambi completamente la nostra vita, ma che non arriva, sebbene una speranza senza senso ci spinga ad aspettare ogni giorno. Ma l'opera può essere letta anche in un altro senso, come suggerisce il nome "God-ot", aspettiamo un dio che sembra averci abbandonato e che è a sua volta personaggio di una "amara commedia" che è la vita (la sillaba finale di Godot sembra venire da Charlot, il noto personaggio di Chaplin, che Beckett ammirava) .
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