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Ascesa e rovina della città di Mahagonny

Ascesa e rovina della città di Mahagonny

di Bertolt Brecht

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Collezione di teatro
  • Edizione: 5
  • Traduttore: D'Amico F.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788806063610
  • ISBN: 8806063618
  • Pagine: 81

Note su Bertolt Brecht

Eugen Berthold Friedrich Brecht, più noto come Bertolt Brecht, è nato il 10 febbraio 1898 ad Augusta, in Germania. Proveniva da una famiglia benestante. Suo padre, amministratore delegato di un’importante azienda, era cattolico, mentre sua madre era protestante. La religione della madre ebbe un certo influsso nello sviluppo educativo e culturale di Brecht. Cominciò a scrivere le sue prime poesie a 15 anni, nel 1913. Nel 1917 si iscrisse all'Università di Monaco di Baviera dove frequentò, seppur in modo discontinuo, le facoltà di scienze naturali, medicina e letteratura. Dopo aver prestato servizio nell’esercito in qualità di infermiere, Brecht torna a studiare, ma con poco interesse. Preferisce infatti dedicarsi alla letteratura e al teatro. A Monaco conosce Paula Banholzer che nel 1919 gli diede un figlio, Frank, che morì sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale. Le prime opere di Brecht sono fortemente influenzate dal clima un clima culturale di Monaco, caratterizzato dall’ innovazione e dominato dal futurismo e dall’espressionismo. Nel 1922 vinse il prestigioso Premio Kleist con “Tamburi nella notte”, e nello stesso anno sposò l’attrice Marianne Zoff, da cui ebbe una figlia, Hanne. Nel 1928 scrisse la commedia “L'Opera da tre soldi” su musica di Kurt Weill. Nel 1929 sposa Helene Weigel, dalla quale nel 1924 aveva avuto un figlio, Stefen. Nel 1933, quando sale al potere il nazismo, Brecht, fervente marxista, lascia la Germania. Trascorre molti anni viaggiando fino a quando, nel 1941, si stabilisce negli Stati Uniti, ma terminata la guerra torna in Germania, a Berlino Est, dove fonda una compagnia teatrale, la “Berliner Ensemble”. Bertolt Brecht, uno dei più influenti drammaturghi del Novecento, morì a Berlino il 14 agosto del 1956.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Ascesa e rovina del mondo a denaro, 28-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Nomadi, in urbano pellegrinaggio, portatori sani d’incoscienza politica. Passano luoghi in deserto, scardinano serrature di ruggine, abitano avamposti ferrosi in moderno disuso. Sono memoria carnale della dismissione sociale i personaggi in approdo alle pagine di “Ascesa e rovina della città di Mahagonny”. In fuga dal luridume della storia ammarcita ed in cerca di un nuovo paradiso da vivere, approdano spossati nel luogo in cui tutto pare possibile, nulla sembra dovuto. A Mahagonny tutto pare diverso dalle grandi città che sono “cloache, con dentro niente di niente e, sopra, solo del fumo”. Mahagonny promette, acconsente, ancora promette: carne voluttuosa in offerta, tabacco in spire abbondanti, agi preziosi dovuti. Basta che s’abbia tasche piene a monete. Libretto musicato brechtiano quest’opera, scritta nel 1927 (si noti la data), è partitura ballata e cantata che merita attenzione in lettura. D’essa scrive Ewen, biografo attento di Brecht: « Mahagonny era lo specchio che l’autore reggeva davanti al Calibano borghese, e Calibano non era contento. Mahagonny rappresentava la società, la Repubblica di Weimar, con la sua anarchia. Una società che non sospettava ancora quanto fosse la precipizio. Si cominciavano appena ad avvertire le conseguenze della crisi economica mondiale, ma non si poteva equivocare sul significato dell’accresciuta aggressività dei nazionalisti e dei nazionalsocialisti, della militarizzazione segreta degli ambienti di destra. La popolazione era sconcertata, specie le classi lavoratrici, dalle innumerevoli crisi parlamentari, dai cambi di governo e, fatto più preoccupante di tutti, dal frequente ricorso al governo per decreto. I dissensi che dividevano la sinistra, e l’incapacità di comunisti e socialisti di formare un fronte comune per arginare la crescente disoccupazione e l’evidente disastro, minarono la fiducia verso l’organizzazione politica. Gli scandali che si succedettero nelle alte sfere, scandali che coinvolsero persino dei funzionari del governo e parecchi influenti socialdemocratici, diffusero un’atmosfera di cinismo. Che i grossi industriali e finanzieri corrotti sostenessero apertamente la destra era dato per scontato. Mahagonny diceva “tutto è permesso”. Ma c’era questo interrogativo: a chi tutto è permesso?». Già, a chi tutto è permesso a Mahagonny? Ed a chi, oggi, è tutto è permesso? Si legga “Mahagonny” e, dovesse capitare a teatro, la si vada a veder sorgere, brindare, festeggiare, poi vivere, decidere, invecchiare; infine tremare, incanutire, sprofondare. Per comprendere quale è il destino d’un mondo, d’una nazione, d’un luogo che consente a denaro, negando a diritti.
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