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L' arte della memoria

L' arte della memoria

di Frances A. Yates

5.0

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Le ricerche di Frances A. Yates - all'interno del prestigioso gruppo di studiosi raccolto a Londra presso il Warburg Institute - hanno mostrato spiccato interesse per gli aspetti magici e occultistici della cultura tardocinquecentesca, illuminando ambienti e personaggi che si muovono tra forme di cultura di chiara derivazione classica e le innovazioni della rivoluzione scientifica del secolo XVII. L'arte della memoria offre un sicuro tramite per individuare alcuni passaggi essenziali della storia intellettuale del Rinascimento. "Quello che mi ha soprattutto interessato - scrive l'autrice - è come la storia della memoria riesca ad abbracciare la storia della cultura nel suo complesso. Le barriere tra le diverse discipline, tra scienze naturali e scienze umane, tra arte e letteratura, tra filsofia e religione, spariscono nella storia della memoria". Il vastissimo panorama attraverso il quale tanto brillantemente sa guidarci la Yates è ricco di sorprese e di scoperte: dai sistemi di immagini degli oratori antichi ai fantasiosi castelli di Raimondo Lullo, dallo straordinario Teatro di Memorie costruito nella Venezia rinascimentale fino alle allusive perenigrazioni londinesi di Giordano Bruno e al teatro di Shakespeare. Completa il volume lo scritto di Ernst H. Gombrich in memoria di Frances A. Yates.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0L'arte della memoria, 08-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Il valore di questo celeberrimo saggio di Frances Yates è enorme non solo per avere riportato in luce un' "arte", la mnemonica, di cui la civiltà contemporanea ormai aveva pressoché smarrito il ricordo, ma anche per averne dimostrato i legami strettissimi con la cultura del Medioevo e del Rinascimento, compresa la cultura visuale: onde, per esempio, l'affascinante teoria sulla ricostruzione del Globe Theatre. Con la sua ricerca, l'autrice ha aperto un interessante campo d'indagine sulle origini del vocabolario simbolico e iconografico delle epoche prese in esame; ulteriore motivo d'interesse è il permanere delle tradizioni mnemoniche quale patrimonio non scritto dell'istruzione conventuale (soprattutto fra i domenicani, ordine in cui era cresciuto il maestro di arte della memoria Giordano Bruno), di cui sarebbe interessante valutare la conservazione anche nei secoli immediatamente successivi a quelli qui considerati: tenuto conto che le soppressioni degl'istituti religiosi in epoca rivoluzionaria e napoleonica segnarono una fortissima cesura nella trasmissione di simili patrimoni, sarebbe significativo, anzi, simbolico, che troncando il filo della memoria trasmessa da una generazione in seno agl'istituti religiosi, venisse inconsapevolmente spenta anche l'arte classica della memoria.
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