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L' arte di insultare

L' arte di insultare

di Arthur Schopenhauer


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Descrizione

Il libro non è una trattazione astratta dell'insulto in tutte le sue forme e varianti, ma una silloge di ingiurie concretamente proferite e scagliate con categorica impertinenza contro tutto e tutti: la società, il popolo, le istituzioni, le donne, l'amore, il sesso, il matrimonio, i colleghi, il genere umano, la storia, la vita. Un'arte di insultare che ci viene insegnata come nelle antiche scuole si insegnava l'etica: non nel modo "docens" ma nel modo "udens", non con la teoria ma con l'esempio e la pratica.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 3 recensioni)


3.0L'arte di insultare, 27-07-2011
di C. De iverme - leggi tutte le sue recensioni

«Che fare con questo libro che alterna battute fulminanti a oscenità qualunquistiche? Mi spiego. Battute tipo "Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l'Europa ha i francesi. La cosa si compensa", o tutta la sezione sulle donne, al di là dello strapparmi un sorriso, dove dovrebbero portarmi? Tu dici: "Ma pirla, perché, dove dovrebbe mai portarti? Leggi, godi, se puoi, e non rompere i maroni! " E hai ragione. Ma è inutile, non ce la faccio. Perché è troppo forte la sensazione di esser di fronte una volta di più ad uno dei molteplici esempi di sfruttamento della filosofia, o del nome dei filosofi, o anche solo della qualifica di "filosofo" o del flatus vocis "fi-lo-so-fia" a fini meramente economici. Con conseguente sputtanamento della filosofia. Perché, dai, chi compra questo libro non lo compra perché c'è scritto sopra "L'arte di insultare", ma perché c'è scritto che l'autore è Schopenhauer, e allora dice "Cavolo, Schopenhauer! ", lo legge ed è convinto di aver letto un libro di Schopenhauer - ed essendo Schopenhauer un filosofo, è convinto che si tratti di un libro di filosofia. Il che, ahimè, non è. Non c'è un'argomentazione che è una - e ci mancherebbe: provate ad argomentare intorno alla battuta sopra citata, o attorno a quest'altra: "Le donne sono adatte a curarci ed educarci nell'infanzia appunto perché sono esse stesse puerili, sciocche e miopi". Forza, su: argomentate. Oi, è Schopenhauer: è filosofia.
In realtà, le dicessero a Zelig non riderebbe nessuno. Ma vendute con copertina Adelphi e a nome di Schopenhauer...
Allora perché due stelline e non una? Perché, ahimè, ha tratti ho anche sorriso. Ma poi chiudevo il libro, riguardavo la copertina e tornavo a rabbuiarmi. Mah. S'invecchia.
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4.0L'arte di insultare, 01-10-2010
di P. Napolano - leggi tutte le sue recensioni

«Questo è il solito volumetto-raccolta di citazioni, confuso e poco sensato; ma Schopenhauer è Schopenhauer, è per me (e non solo per me, penso a Nietzsche) anche maestro di stile. E che stile, che padronanza, nell'insulto!
Sulla prima pagina c'è l'immagine della sua copia de l'Enciclopedia delle scienza filosofiche in compendio, di Hegel; alcune frasi sottolineate.
A fianco una chiosa e il simpatico disegno di un asino!
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3.0va visto nel contesto, 16-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di E. Prandini - leggi tutte le sue recensioni

«intendiamoci: il filosofo non hai mai scritto questo libro con questo titolo. Qui sono state raccolte tutte le cose che lui ha scritto - in parte inedite - sull'argomento. quindi manca di organicità. Il pensiero espresso va visto nel contesto del momento storico, altrimenti si rischia di far passare Shopenauer per un estremista e non lo è . Certo, specie in gioventù non si assolve dalla misoginia e dall'antigiudaismo, ma resta un pensatore moderato per i tempi e per il contesto geografico in cui vive e produce. Ad ogni modo è un grande teorico dell'insulto, niente da obiettare, dotato anche di una notevole onestà intellettuale nell'ammettere il fine e il presupposto dell'insulto stesso. »

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