Armonia celeste e dodecafonia. Musica e scienza attraverso i secoli

Armonia celeste e dodecafonia. Musica e scienza attraverso i secoli

3.0

di Andrea Frova


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Descrizione

La quantità di informazione contenuta in 20 secondi di musica equivale a quella stipata in "Guerra e Pace". Come è possibile che il cervello umano elabori così facilmente questa sterminata massa di dati musicali? A permetterlo sono schemi che la neurologia ha individuato precisando che, se la musica evade la configurazione adatta a quegli schemi cerebrali, si percepisce il suono come puro rumore non riconducibile a una forma. La forma è dunque neurologicamente fondata su uno spettro armonico ed è questo il punto di partenza dell'indagine del fisico Andrea Frova che ricostruisce la storia delle relazioni tra musica e scienza: dalle teorie platoniche e pitagoriche che individuavano alla base di tutto un'armonia musicale divina, passando per i rapporti tra la matematica e le composizioni di Bach, inoltrandosi nella fisica degli strumenti musicali, fino a spiegare i motivi (soprattutto di ordine scientifico-percettivo) per cui nel Novecento la composizione musicale divarica drammaticamente dagli schemi armonici delle età classiche, creando una frattura netta tra i compositori contemporanei e chi ascolta. Il saggio divulgativo di Frova è arricchito da due introduzioni, firmate dall'esperto di fisica quantistica Giorgio Parisi e dal musicologo Roman Vlad.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  2.5 (2.8 di 5 su 4 recensioni)

4.0Un fisico analizza la musica, 26-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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In questo saggio il noto divulgatore, fisico di formazione e musicista per passione, Andrea Frova cerca di spiegare cosa ci sia di scientifico nella musica. Seppur qui e là alcune posizioni dell'autore possano non piacere a tutti, resta il fatto che i libro è istruttivo ed è, quindi, una lettura valida per qualsiasi persona curiosa anche se non necessariamente esperta delle tematiche trattate.
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3.0Un punto di partenza, 19-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un libro ben strutturato, anche se a mio avviso si rivolge a chi mastica adeguatamente sia la musica che la fisica (ad oggi non penso che di persone di questo tipo ve ne siano tantissime) . Solo chi ha delle nozioni di musica (per non dire proprio musicista) può condurre una lettrua critica su ciò che dice l'amante della musica-Frova; e solo chi ha delle nozioni di fisica adeguata (per non dire proprio fisico) può star dietro a certe spiegazioni del professor-Frova. Io studio fisica e pianoforte, reputo questo libro più come un punto di partenza per riflessioni personali che come un qualcosa in cui trovare risposte.
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3.0Armonia celeste e dodecafonia, 12-07-2011
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Ammetto di non essere un grande appassionata di strutture dodecafoniche. Devo dire che non ci ho mai perso il sonno sopra, visto che c'è tanta di quella musica a disposizione che non mi capiterà certo di trovarmi in crisi di astinenza: Andrea Frova invece, da buon fisico, ha deciso di andare a fondo sulla cosa e ha scritto questo libro per decidere "scientificamente" una volta per tutte se quello contro la dodecafonia è un pregiudizio oppure ha un qualche fondamento. Il risultato è stato "è proprio vero", riuscendo così a spaccare i lettori. Tra gli altri commenti che ho letto, non ci sono mezze misure: o viene dato il voto massimo o il minimo. Il problema è che mi pare che i voti vengano dati più che altro per partito preso, a seconda se si sia dodecafilici (sparuta minoranza) o dodecafobici. Onestamente, nel testo ci sono parti molto interessanti, come ad esempio tutta la sezione centrale che spiega come i vari strumenti emettano il loro suono e come gli inviluppi delle varie armoniche modifichino il timbro. Anche la parte finale che mostra come i nervi vengono stimolati dalle onde sonore non è male. Però le settanta pagine del primo capitolo "Ascesa, trasfigurazione e morte dell'armonia tonale" sono un panegirico a volte persino imbarazzante di com'è bella l'armonia classica, com'è buona l'armonia classica, che perfino i neanderthaliani conoscevano l'armonia classica, che la musica delle altre culture sia così piatta in confronto all'armonia classica, e via discorrendo. (Su quest'ultimo punto devo ammettere che quando a Kobe ascoltai della musica tradizionale giapponese la trovai molto noiosa, tranne l'ultimo pezzo; il mio collega giapponese mi spiegò che quello era stato "contaminato" dall'armonia occidentale) . Alla fine, insomma, il libro mi sembra quasi essere un pamphlet, intendiamoci scritto molto bene, ma che non smuoverà di un centimetro le certezze di nessuno.
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1.0Risparmiate i soldi, 05-01-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Frova è un fisico che tenta malamente di approfondire i processi musicali, concetti a lui estranei. Il libro in questione è pieno di errori (anche grossi) , soprattutto sul sistema musicale nel mondo greco e sull'armonia delle sfere. Propone studi fuori luogo (la legge Simon che lo stesso Frova giudica poco fondata, ma allora perchè metterla? ) e poco utili (le ricerche delle neuroscienze che fin'ora non hanno prodotto risultati) . Dopodichè conclude che non amando lui Schoenberg allora tutto ciò che ha seguito la dodecafonia deve essere oggettivamente inascoltabile, tendendo l'uomo al tonale (ma Asia e Africa dove le mettiamo? ) . La parte sulla fisica del suono è molto ben fatta ma si può trovare su un qualsiasi testo di acustica. Risparmiate i soldi e comprate un buon libro di scienza del suono e psicoacustica se siete interessati.
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