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Arancia meccanica

Arancia meccanica

di Anthony Burgess


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Descrizione

Alex è un eroe dei nostri tempi: un teppista sempre pronto a tirar fuori il coltello, capo di una banda di duri che ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, ripete il gioco della violenza: rapine, stupri, scassi, assalti ai negozi, scontri con altre bande. Finché Alex, che si interessa solo a Beethoven, viene tradito dai suoi amici durante una delle tante sue imprese. Le terapie di rieducazione, non meno violente, lo ridurranno a un'arancia meccanica, in balia delle sue antiche vittime, in una girandola di situazioni grottesche e paradossali.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 9 recensioni)


4.0Geniale, 18-05-2012
di A. Tribelli - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro da cui Stanley Kubrick trasse il capolavoro cinematografico omonimo. Scritto da Anthony Burgess, narra di Alex e dei suoi amici dediti all'ultraviolenza. Catturato dalla polizia verrà sottoposto alla cura Ludovico per "guarire". Geniale, con un linguaggio tutto suo, per coloro che, apprezzato il film, ne vogliano conoscere anche il libro. »

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3.0Arancia meccanica, 30-03-2012
di A. Di vita - leggi tutte le sue recensioni

«Leggere questo libro non è per niente stato semplice, anche perchè lo stile di scrittura di Anthony Burgess è molto particolare e ad un primo impatto risulta abbastanza ostico e difficoltoso. Tuttavia man mano che il libro va avanti quasi si inizia a non farci più caso, e lo si trova semplicemente ricercato.»

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3.0Una sfida, 29-03-2012
di I. Zanchetta - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro è super interessante, quando l'ho aperto mi sono messa le mani fra i capelli! E' scritto in "codice", il personaggio principale ha un dizionario diverso per chiamare ogni cosa. E' stata una sfida leggerlo, un vero capolavoro! Lo consiglio vivamente agli amanti del film, e agli amanti delle sfide!»

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5.0Pietra miliare, 21-08-2011
di P. Caiazzo - leggi tutte le sue recensioni

«La storia di Alexander De LArge, da carnefice a vittima, il tutto scritto in una lingua all'inizio incomprensibile, poi affascinante. Da non sottovalutare le allegorie politiche e sociali dell'Inghilterra del tempo. Ovviamente da non perdere anche la versione cinematografica, vero capolavoro di Kubrick.»

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3.0La scelta, 16-11-2010
di S. Russo - leggi tutte le sue recensioni

«Un gergo inizialmente ostico ma che durante la lettura acquista pian piano familiarità, ancor di più poi se prima si è già visto il film. Ma il messaggio arriva forte e chiaro nella sua immediatezza e trascendenza dai fatti in sè: il valore della scelta quale "bene" superiore a qualsiasi violenza o benevolenza.»

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4.0Arancia meccanica, 01-10-2010
di S. Lambrughi - leggi tutte le sue recensioni

«Se la violenza è intimamente presente nell'essere umano è giusto alienarla per addattarla a una società che in egual misura produce violenza? Dove inizia e finisce la morale? Un altro uomo può dare un giudizio su un altro uomo modificandolo a suo piacimento? Tutta una serie di domande che trovano poi delle risposte sù questo bellissimo libro di Burgess.Magari non eccezzionale come un Orwell e un Huxley ma in egual misura ispirato e profondo. Vuole essere grottesco e surreale riuscendoci in parte.In ogni caso per completare bisognerebbe spararsi anche il film. Molto ispirato... come il libro... »

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4.0Geniale, 27-09-2010
di A. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Geniale riflessione sul bene e sul male. Quanto può essere giusto tentare di debellare qualcosa che è comunque connaturata all’essere umano?»

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4.0Il capolavoro mancato, 14-09-2010
di V. Fanni - leggi tutte le sue recensioni

«All’inizio ho fatto fatica a seguire il racconto che Alex fa in prima persona, poi piano piano ti abitui al suo linguaggio ed entri finalmente nel suo mondo fatto di violenza come norma. Agghiaccia e disorienta e mentre continui nella lettura non puoi fare a meno di farti scorrere davanti agli occhi le immagini del capolavoro di Kubrick. Già esultavo e amavo quel libro, “capolavoro!” pensavo, poi arrivi alla fine e scopri una pezza posticcia, un capitolo aggiuntivo, incoerente e disorientante che mi ha lasciato l’amaro in bocca per giorni. Leggere per credere.
Poi se volete un consiglio: considerate finito il libro al penultimo capitolo e leggete l’ultimo per curiosità, considerandolo, per come realmente è, un capitolo aggiunto dall’autore successivamente alla pubblicazione per far contenti i benpensanti. My 2 cents.
»

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5.0Bellissimo, 08-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Caiazzo - leggi tutte le sue recensioni

«Una lingua molto particolare fa da contorno ad un romanzo tanto bello quanto violento.Interessante il riferimento al problema dei detenuti e delle carceri, da non perdere la trasposizione cinematografica.
Imperdibile
»

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