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Appena ho 18 anni mi rifaccio. Storie di figli, genitori e plastiche

Appena ho 18 anni mi rifaccio. Storie di figli, genitori e plastiche

di Cristina Tagliabue Silveri


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Descrizione

Hanno tra i 16 e i 18 anni, sono benestanti e, per lo più, bei ragazzi e belle ragazze. Per il loro compleanno, per la maggiore età, per l'esame di maturità chiedono un solo dono, l'esaudimento di un desiderio che si portano dietro da anni, oppure da giorni. Chiedono un piccolo o grande ritocco estetico: i piedi per sembrare come la Barale, che li ha perfetti; le labbra, tipo Scarlett Johanson; la maggior parte il seno, come quello di Jessica Alba o dell'amica con cui fanno palestra o con cui vanno in discoteca. Hanno smesso di credere al corpo come a un dato di natura. Sono smaliziati, irruenti, incoscienti: "la cosa più importante è piacere e non rimanere indietro." Così iniziano a modificarlo, il corpo, appena ne hanno coscienza. Soffrono le pene dell'inferno, alzano la soglia di sopportazione del dolore fisico, rinunciano al motorino pur di avere un corpo il più simile possibile a quello dei loro sogni. E se pure colui o colei che amano e da cui sono amate tentano di convincerle-li che stanno bene esattamente come madre natura le ha fatte-li ha fatti, loro non ci credono, devono apparire come l'immagine che hanno in testa.

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3.0Un saggio, 26-09-2011
di M. Isabella - leggi tutte le sue recensioni

«Una raccolta di storie vere, (talmente vere da sembrare romanzate) , sul confine di ciò che è lecito e ciò che assume i connotati di qualcosa di "patologico". La Silveri Tagliabue sa' scrivere e sa' toccare tasti a dir poco dolenti, ma con uno stile mai violento. Saggio da leggere per riflettere, per interrogarsi, per provare a capire dove stiamo andando.»

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