L' antro dei filosofi

L' antro dei filosofi

4.0

di Giorgio Scerbanenco


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Descrizione

Per contagiare il lettore, a Scerbanenco bastano pochi tratti. Già la presentazione iniziale, secca e lapidaria, degli Steve, i "filosofi", e del loro "antro", è sufficiente a rendere inevitabile il crimine. Il giallo si preannuncia subito come il dramma del fanatismo e delle sue conseguenze fatali. Sono quattro gli Steve, cultori teorici e pratici di scienze morali, vivono monacalmente in una squallida villetta di periferia, l'antro dei filosofi. Il fratello più anziano, il professor Gerolamo, dirige la famiglia quasi fosse una setta ascetica, e la sera riunisce i suoi per la confessione collettiva dei peccati giornalieri; il padre paga una colpa in silenziosa dedizione; la sorella sembra spenta nella solitudine. Il più giovane dei figli, Oliviero, è marito di Luciana Axel, ex cassiera di bar; l'ha sposata, apparentemente, per redimerla dal suo "infame mestiere". Ed è proprio Luciana che una sera scompare di casa ed è poi ritrovata morta sulla riva di un fiumiciattolo non molto distante dal cadavere di un ricco industriale che aveva preso a proteggerla. A risolvere il duplice omicidio Arthur Jelling, mite, tollerante, timidissimo archivista della polizia di Boston, chiamato a un assedio paziente e serrato dell'"antro dei filosofi".

In sintesi

Gli Steve sono una famiglia strana e riservata, hanno dato origine ad una sorta di setta filosofica dedita al culto teorico e pratico delle scienze morali e vivono ritirati nella squallida villetta che tutti conoscono come l'antro dei filosofi. Gerolamo, il fratello maggiore, ha le redini della famiglia e ogni sera la riunisce per raccoglierne la confessione dei peccati giornalieri; il vecchio padre vive per redimersi da un qualche peccato e la sorella langue in perfetta solitudine. Un giorno Luciana, un'ex barista che il fratello minore degli Steve, Oliviero, ha sposato quasi per redimerla dalla sua vita di perdizione, è stata ritrovata morta lungo la riva di un fiumiciattolo che scorre poco lontano da casa loro, e vicino al suo cadavere si trovava anche quello del ricco industriale che ultimamente aveva preso a cuore il suo caso. Starà all'acume e alla sensibilità di Arthur Jelling occuparsi del caso e scoprire fino a che turpe verità abbia potuto spingere il fanatismo religioso.

Note sull'autore

Giorgio Scerbanenco è nato il 28 luglio del 1911 a Kiev, nell’allora Russia imperiale. Figlio di padre ucraino e madre italiana, ha trascorso la sua infanzia in Italia. E’ stato prima a Roma e poi, a sedici anni, si è trasferito a Milano assieme alla madre. Suo padre è stato ucciso durante la rivoluzione russa e la madre morì pochi anni dopo. A causa di problemi economici lasciò gli studi, senza finire nemmeno la scuola elementare e iniziò a lavorare. Svolse numerosi lavori, dall’operaio all’autista di ambulanze, fino ad arrivare al settore editoriale. Collaborò con numerose riviste come correttore di bozze, redattore e poi anche come titolare di rubriche. Autore estremamente prolifico e versatile Scerbanenco ha spaziato in numerosi generi della narrativa, ma fu con il romanzo giallo che ottenne il successo maggiore. Considerato uno dei padri del giallo italiano, esordì in questo genere con il romanzo “Sei giorni di preavviso”, del 1940. Giorgio Scerbanenco morì a Milano, all’apice del successo, il 27 ottobre del 1969. Per commemorarlo gli è stato dedicato il Premio Scerbanenco, uno dei riconoscimenti più importanti nella letteratura noir e poliziesca.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Un autore da riscoprire, 12-02-2011
di E. Ferioli - leggi tutte le sue recensioni
Usciva nel 1942 questo romanzo di Scerbanenco, in una delle poche collane di gialli di cui il regime fascista consentiva la pubblicazione. Originalissima ambientazione in una Boston immaginaria, che molto riecheggia le squallide atmosfere della periferia milanese, una vicenda tutta giocata in interni, personaggi fanatici, "ridicoli e terribili": ci sono tutti gli elementi che caratterizzeranno la scrittura di un autore che si può considerare il fondatore del noir italiano. Lo suggerisco caldamente a tutti gli amanti del genere.
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