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Anni di cani

Anni di cani

di Günter Grass

1.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 5
  • Traduttore: Filippini E.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2000
  • EAN: 9788807807862
  • ISBN: 8807807866
  • Pagine: 560
  • Formato: brossura
Romanzo ambizioso e potente, Anni di cani fa i conti con le contraddizioni della coscienza tedesca. Lo fa montando una storia a tre strati, fittissima di eventi, di memoria, di figure umane e animali. Due i personaggi centrali: Eduard Amsel, il ragazzo mezzo ebreo, grassoccio, goffo, materasso della ragazzaglia, figlio di mercante, dotatissimo nella costruzione di spaventapasseri, più tardi pittore, poi coreografo e infine proprietario di una miniera; e Walter Matern, il robusto rampollo di una dinastia di mitici mugnai, l'amico d'infanzia e il fratello di sangue di Amsel, lo sbandato, l'ubriacone, l'ex comunista, l'attore, il milite SA, il nazista, il disertore, il cattolico, l'heideggeriano, l'antifascista che, accompagnato dal cane di Hitler, percorre la Germania del dopoguerra alla ricerca dei colpevoli... Intorno a queste due vite parallele, un brulichio di personaggi: gli arcaici abitanti dell'estuario della Vistola, come il mugnaio Matern, che predice il futuro ascoltando i vermi della farina, come i paesani del Werder, i professori, le SA, le nonne e, specialmente, la ragazzetta Tulla, sinistra, attraente, misteriosa, perduta.

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Voto medio del prodotto:  1.0 (1 di 5 su 1 recensione)

1.0Difficile, 29-12-2011, ritenuta utile da 48 utenti su 51
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo libro di Grass, che ho terminato con molta fatica, è indispensabile per il completamento della trilogia di Danzica, ma ne costituisce, purtroppo, la parte più difficile e scabrosa. Se lo avessi letto a vent'anni, probabilmente lo avrei considerato un grande libro, ora però sento il bisogno di messaggi chiari, cosa che non trovo qui.
I pregi ci sono e il primo è (come sempre) una lingua impareggiabile, vertiginosa, musicale e virtuosistica, che è un onore aver tradotto, e va fatto tanto di cappello a Filippini per questa impresa. Poi c'è l'immaginazione continua, la creazione di orrori e deformazioni di esperienze che, ahinoi, nascono dal vero e dal vissuto. Il libro si conclude con una discesa agli inferi non premiata dal raggiungimento del Paradiso...
Scritto dopo IL TAMBURO DI LATTA, sulla scia di quel meritatissimo successo, ANNI DI CANI è un atto di accusa verso il protagonista Walter Matern, simbolo inconfondibile di una intera generazione di tedeschi del Baltico. Matern fu nazista, ma si ostinò a negarlo in seguito, e da ciò si ottiene il romanzo. Il forte sperimentalismo linguistico era quasi di prammatica all'epoca della pubblicazione, non ci si aspettava di meno, men che mai da Grass. Ma quanto Walter Matern è controfigura dello stesso Grass? E, se ciò fosse importante, un'autoaccusa di tali proporzioni è sufficiente? Non ho la pretesa di dare questa risposta, le mie riserve le ho espresse, grazie al fatto che il libro l'ho letto fino in fondo. E posso finalmente lasciare il campo alle opinioni altrui.
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