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Annali. Testo latino a fronte vol.2

Annali. Testo latino a fronte vol.2

di P. Cornelio Tacito

5.0

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Opera di primo piano della storiografia romana, gli Annali di Tacito narrano le vicende di Roma dalla salita al potere di Tiberio (14 a.C.) alla morte di Nerone (68 d.C.). Attraverso le pagine del grande scrittore prendono vita le vicende dei primi imperatori, i loro scandali, gli orrendi delitti e le sanguinose congiure dinastiche della famiglia Giulio-Claudia.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Il principato di Nerone, 04-11-2010
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Il secondo tomo, che raccoglie i libri XI-XVI degli Annali, racconta gli ultimi anni del principato di Claudio e quelli di Nerone fino al 66 d.C. - l'opera non ci è pervenuta fino alla fine. In un climax di eventi, tragedie, miserie, cattivi auspici- memorabile quello dell'agnellino nato con la testa in fondo alla zampa - e cataclismi, naturali e dolosi, veri o presunti, il drammatico quadro della fine dell'età giulio-claudia si tinge di tinte fosche riecheggiando quelle della letteratura contemporanea ai fatti trattati. In questo tomo, per sintetizzare, trovano spazio il ripudio di Ottavia e l'ascesa di Poppea a corte, lo strapotere di Agrippina e i suoi metodi per impadronirsi delle ricchezze altrui, i tentativi del figlio Nerone di farla uccidere, la morte di Afranio Burro, l'allontanamento di Seneca dalla corte, la morte di Poppea gravida per un calcio datole da Nerone, la congiura dei Pisoni e i suicidi "illustri" di Seneca e del nipote Lucano, l'impagabile ritratto di Petronio e il suo suicidio...
La grandezza storica di quest'opera si basa sulla sua oggettività: Tacito riporta i “rumores” della gent: tanto le malignità quanto le opinioni più misurate sugli eventi che narra (si veda l'episodio dell'incendio di Roma). La grandezza narrativa, letteraria, sta invece nella qualità della costruzione dell'opera, nel valore della descrizione dei personaggi e nella sapiente tensione drammatica in crescendo che l'autore riesce a conferire al ritmo. Ne viene fuori il ritratto di un'epoca affascinante (per il lettore) e terribile, in cui chi conduceva un'esistenza serena e defilata era in pericolo tanto quanto lo era chi brigava per il potere, a causa delle delazioni pubbliche o dell'invidia che poteva suscitare il possesso di uno status sociale elevato. Un'epoca che riluce anche grazie agli intenti moralistici dell'autore, il quale, di tanto in tanto, non lesina al lettore digressioni, brevi ma intense, di carattere generale sull'iniquità del principato e, in particolare, su ciascuno degli imperatori presi in considerazione. In una società in cui l'esercizio di ogni vizio ha raggiunto il suo vertice è difficile - dimostra Tacito - anche per gli aristocratici mantenersi integri e puri. Così prendono vita i ritratti dei "pisoniani", i quali, sotto tortura, non esitano a fare i nomi dei complici per salvarsi; di contro, l'umile Epicari, per amore dello Stato, soffre atroci pene ma non rivelerà la fonte del suo segreto.
Siamo di fronte a un'opera a tutto tondo, dunque, scevra da pregiudizi di classe (Tacito, esponente della magistratura più in vista, poteva soprassedere sulle debolezze dei senatori e dei pretori e invece non lo ha fatto!), tanto storica quanto letteraria, informativa dei fatti, con un tono a tratti moralistico non disgiunto da un profondo senso dell'humor nero - a volte macabro - mai compiaciuto ma, anzi, sempre puntuale. Pur non avendo niente di grandioso o di epico, l'affresco che Tacito dipinge con mano sicura rimane impresso come un romanzo o una tragedia, pur avendo coscienza che sempre di storia trattasi. I personaggi storici allora sembrano fittizi ma sono reali, la psicologia che sottende agli atti ora criminosi ora depravati, sono impietosamente messi a nudo. Intere categorie sociali criticate (i liberti), il complesso delle colpe della decadenza dei costumi e della politica senza compromessi svelato: ogni categoria sociale ha la sua responsabilità, sentenzia Tacito, tutti, in qualche modo, diventano "uccisori" dello Stato.

0ttima edizione, completa di note esplicative e di commento al testo, che consentono di appassionare tanto lo studioso quanto il semplice curioso - come mi io stesso mi ritengo.
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