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Anime. Storia dell'animazione giapponese 1984-2007

Anime. Storia dell'animazione giapponese 1984-2007

di Andrea Fontana, Davide Tarò


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Descrizione

Il volume vuole essere un approfondimento multiprospettico su uno dei fenomeni più importanti degli ultimi decenni: l'animazione giapponese (Anime). Il libro è tra i primi ad analizzare lo stratificato mondo degli Anime sotto una luce puramente critica, abbracciando non solo il mercato cinematografico ma anche quello televisivo e degli OAV. Nel dar corpo a questa analisi, gli autori hanno affrontato numerosi titoli, apparsi in più di vent'anni di animazione, alcuni inediti, cercando di fornire le giuste coordinate per giostrarsi all'interno di una dimensione visiva così ampia e a più livelli. Per fare ciò si è partiti dal 1984, anno di fondazione dello Studio Ghibli, che sarà padre di gioielli quali La città incantata e Il Castello errante di Howl, nonché anno del primo prodotto destinato al solo mercato Home Video (OAV), arrivando sino ad oggi. Si sono tracciate le tappe più importanti, coinvolgendo nomi di grande spessore: da Hayao Miyazaki a Isao Takahata, da Katsuhiro Otomo a Mamoru Oshii, da Satoshi Kon fino ad arrivare a Hideaki Anno, tutti registi in grado di segnare un'epoca con lavori quali Akira, Tonari no Totoro, Ghost in the shell, Tokyo Godfathers, Neon Genesis Evangelion e via dicendo. Il libro, oltre alla prefazione di Enrico Azzano, conta un intervento di Stefano Gariglio sulla Nuova Animazione Seriale (Nas).

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 2 recensioni)


4.0Enciclopedia anime., 22-10-2010
di E. Gatto - leggi tutte le sue recensioni

«Saggio incentrato su circa vent'anni di storia di animazione giapponese, dal 1984 al 2007, anno in cui è stato pubblicato lo stesso volume. La terminologia è abbastanza specialistica, forse nella convinzione che chi lo leggerà si intenda tanto di anime da capire abbastanza.»

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2.0Delusione, 06-11-2007, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di G. Tavassi - leggi tutte le sue recensioni

«I capitoli di Tarò sono scritti talmente male che la loro scientificità passa del tutto in secondo piano: periodi lunghi e sconclusionati, soggetti che si perdono, allitterazioni continue, ridondanza di termini, spesso usati a casaccio o addirittura forzati, dispersività e scarsa organizzazione del discorso. C'è più l'ossessione di utilizzare ripetutamente determinati termini tecnici per mostrare una astratta competenza, che la preoccupazione di chiarire (e chiarirsi) i concetti che si vuole esprimere. Una lettura avvilente e faticosa. Molto meglio le parti di Fontana, almeno si leggono scorrevolmente e si riesce ad arrivare ai contenuti. Approssimativa la formattazione del testo, con frequenti errori di spaziatura, forse dovuti alla fretta. Si vede che la materia interessa poco il mondo accademico, altrimenti un testo scritto così non sarebbe mai stato pubblicato, anche perché abbonda di giudizi ed opinioni, ma è scarso di informazioni e dati che diano un'effettiva prospettiva storica, come vorrebbe invece suggerire il sottotitolo. In definitiva siamo lontani mille miglia dall'insuperato "Anime al cinema" di Francesco Prandoni, il cui unico limite è l'essere aggiornato al 1995, oltre che praticamente introvabile. Peccato, un'occasione sostanzialmente perduta.»

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