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Ancora dalla parte delle bambine

Ancora dalla parte delle bambine

di Loredana Lipperini


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Descrizione

Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell'antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l'uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l'interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell'infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l'identità è fluida come il web.

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3.0Di scottante attualità, 15-03-2012
di L. Sardu - leggi tutte le sue recensioni

«A leggerlo e ad avere figlie femmine si rimane scioccati: non si salva niente, quasi niente della letteratura per ragazzi e relative riviste. Non esiste ambito in cui le bambine non vengano sistematicamente messa da parte e costrette a contemplarsi allo specchio, mentre un mondo di maschi gareggia, conquista, usa il cervello. Scuola, famiglia, immaginario, giochi, libri e così via. Mi ha però deluso il modo con cui è stato affrontato: in fondo è un "collage" di notizie, statistiche, citazioni, non va mai in profondità. Più che un saggio è un reportage giornalistico, un interessante reportage giornalistico. »

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