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Amsterdam

Amsterdam

di Ian McEwan

3.5

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
È lecito distruggere un uomo politico, sia pure spregevole e privo di scrupoli, attaccandolo sui segreti più intimi della vita privata? E un grande artista, per difendere la propria ispirazione, è autorizzato a ignorare una persona che sta rischiando la vita? Amsterdam è il palcoscenico ideale di una buffa e terribile resa dei conti, "una tragicommedia in cui nessun personaggio è amabile" che, con piacevole e insieme graffiante ironia, ci interroga sul valore di alcune scelte etiche fondamentali. Con questo romanzo Ian McEwan ci regala una sinfonia breve e grottesca sull'odio e la vendetta. Feroce e leggera, la penna di uno dei più grandi scrittori inglesi contemporanei ci trascina abilmente in un appassionante racconto che ritrae il deserto morale di fine millennio. Nel 1998 il romanzo ha vinto il prestigioso Booker Prize.

Note su Ian McEwan

Ian McEwan è nato ad Aldershot il 21 giugno del 1948. Ha esordito nella narrativa nel 1975, con la raccolta di racconti brevi intitolata “Primo amore, ultimi riti”. Nella sua attività di scrittore ha pubblicato anche un’altra raccolta di racconti, “In between the sheets”, del 1978. Per quanto riguarda i romanzi Ian McEwan ha esordito nel 1978 con il romanzo dal titolo “Il giardino di cemento”. A questo romanzo ne sono seguiti altri nove. Per i toni e le atmosfere che caratterizzano quasi tutte le sue opere, Ian McEwan è stato soprannominato Ian Macabre. Molti suoi romanzi sono stati trasposti in film. Nella sua carriera, lo scrittore ha ricevuto numerosi premi letterari. Ian McEwan si è anche dedicato alla sceneggiatura e alla narrativa per bambini.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 4 recensioni)

2.0Non all'altezza di Mc Ewan, 02-05-2012
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Forse l'opera che mi è piaciuta di meno. Lo stile è sempre il suo, elegante, inquietante, scorre sempre un più o meno sottile brivido nelle sue storie. Tuttavia qui sembra che la costruzione della storia sia poco chiara, forzata, come se, pur di sviluppare l'idea di fondo, non si badasse troppo alla credibilità.
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4.0Amsterdam, 21-12-2010
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Entrare nella psicologia del libro con McEwan è sempre molto difficile ma una volta capito il meccanismo diventa tutto molto più dinamico e interessante. Ci vuole un pò di pazienza.
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3.0Il finale sorprende: per difetto, 07-09-2010
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Stranamente anche la cerimonia del massaggio di Alan Bennett inizia con un funerale e, guarda caso, il morto si chiama Clive. Come il compositore di Amsterdam. Il tono frivolo dei due funerali si somiglia e il sottostante di scandali gay pure. Pochi anni fa, all’uscita del celebrato Espiazione, Mcwans è stato accusato di plagio per aver copiato intere sequenze dal diario di un’infermiera.
Ma qui il vero peccato grave è la sciatteria con cui si concludono quattro storie intrecciate magistralmente: Molly (come la signora Bloom?), l’amante di tre importanti londoners (un direttore di giornale, un ministro degli esteri e il compositore della sinfonia del millennio) è morta. Lascia un’eredità scandalosa, documentata da tre foto impubblicabili del ministro en travestì. Che il direttore, contro il parere di tutti e specialmente del suo amico musicista, si appresta a pubblicare in prima pagina.
Come sempre il moralismo di McEwans è sufficientemente amaro e sprezzante da sembrare curativo. Il veleno nel flute di champagne invece, che chiude frettolosamente il racconto e le vite dei due amici, trasforma tutta la storia in una ridicola parodia di Billy Wilder. Finita male.
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4.0Amsterdam, 25-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La grande classe sfoderata da McEwan fa passare in secondo piano una storia che tutto sommato si tinge di (forse volute) esagerazioni. Divertissement, si, ma ingegnoso.
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