Ricerca Veloce:    
Ricerca Avanzata
 

L' amore è sopravvalutato

L' amore è sopravvalutato

di Brigitte Giraud


  • Prezzo: € 7.50
Spedizione gratuita  Promozione: sopra i 19 euro la spedizione è gratuita! (Leggi i dettagli)
Voto medio del prodotto:
4.0
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
Aggiungi al carrello

Spedizione gratuita sopra i 19€


Descrizione

Una donna non sa come dire al proprio uomo che ha smesso di amarlo senza una ragione, tanto che ormai anche la sua semplice presenza le risulta molesta; una mamma, all'improvviso e inspiegabilmente, abbandona il marito e, con lui, la figlia, lasciando dietro di sé un annichilito senso di solitudine e smarrimento; una ragazza si illude di poter ricominciare ad amare soltanto perché ne ha una voglia infinita e impacciata. Amore, cui fanno da contrappunto dolore, morte, assenza, solitudine, violenza, in undici racconti, undici storie minime ma immense nella loro capacità di ritrarre la vita comune, talvolta banale, dei sentimenti. Brigitte Giraud analizza e disseziona con un linguaggio ruvido e quasi scontroso le umanissime reazioni di chi perde l'amore; i piccoli ed enormi gesti compiuti per colmare il vuoto di una quotidianità dolorosa e inquieta; il senso di desolazione che nasce dal timore dell'inevitabile giudizio della gente.

Dettagli del libro


Acquistali insieme:

Gli utenti che comprano L' amore è sopravvalutato acquistano anche L' ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón € 11.05
L' amore è sopravvalutato
aggiungi
L' ombra del vento
aggiungi
€ 18.55
Aggiungi entambi i prodotti al carrello

Altri utenti hanno acquistato anche:

 

I libri più venduti di Brigitte Giraud:

 

Recensioni degli utenti

recensione_popup

Scrivi una nuova recensione su L' amore è sopravvalutato e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)


4.0L'amore è sopravvalutato, 05-08-2011
di F. Opoli - leggi tutte le sue recensioni

«Si fatica a credere che in così poche pagine vengano narrate ben diecistorie, e la Giraud riesce con pochi tratti a presentarne tutti gli aspetti salienti. Il dolore, la paura, a volte la stanchezza. Saltando dagli occhi di lei a quello di, eventuali, figli. Una donna non sa come dire al proprio uomo che ha smesso di amarlo senza una ragione, tanto che ormai anche la sua semplice presenza le risulta molesta; una mamma, all'improvviso e inspiegabilmente, abbandona il marito e, con lui, la figlia, lasciando dietro di sé un annichilito senso di solitudine e smarrimento; una ragazza si illude di poter ricominciare ad amare soltanto perché ne ha una voglia infinita e impacciata. La fine di un amore è sempre straziante, si ripassano i cosa poteva essere, i perché è stato. Cosa ho detto, cosa hai fatto. E via facendoci del male. Anche se a volte questo male serve per poter rinascer, per poterne uscire. I primi sono i migliori, verso la fine affiora qualche stanchezza (un po' "inutile" il racconto sulla vedovanza) . Non conosco l'autrice, l'ho presa un po' a scatola chiusa perché mi piaceva il titolo. Mi aspettavo una storia d'amore. Ma quello che ho trovato mi è piaciuto, forse perché inaspettato. E finiamo pensando che l'amore non sia sopravvalutato, va soltanto alimentato, giorno per giorno. Mi viene sempre in mente, quando ci giro intorno, quel brano della Serrano dove la nonna consiglia alla nipote di trovare l'amore in una persona con cui è piacevole parlare. Perché finiti i furori, le cose da fare, rimane sempre la parola per potersi scambiare qualcosa. »

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0L'amore è sopravvalutato, 28-10-2010
di L. Alpece - leggi tutte le sue recensioni

«Ottantanove pagine in cui l’amore muore, o è morte, o è agonia, o strazio quotidiano, o è compagno di menzogna, o è indifferenza di coppia, o fa sprofondare nella solitudine…
I racconti sono scritti in linguaggio rapido e secco, ogni frase è un colpo di pistola. I periodi sono composti spesso dai soli soggetto, predicato e complemento: viene in mente la struttura del periodo usata da Isabella Santacroce in Revolver. In quel romanzo però le parole erano accompagnate dagli spessi tormenti della voce narrante. Qui l’autrice riesce ad operare un distacco dagli eventi con maestria rara e semplice, nonostante la narrazione spesso escluda l’uso della terza persona. Ed è vicina, vicinissima alle persone rappresentate. Il lettore viene preso per un orecchio, e condotto a forza, infilato sùbito e profondamente in ogni pertugio intimo del menàge.
Si toccano i nervi scoperti dell’impossibilità di dimenticare, di rapporti costituiti da sofferenze soffocate per anni, di ineluttabilità costruite giorno su giorno, di indifferenze figlie di egocentrismi, di decisioni inevitabili e dolorose.
Raccontati cinici, come dermatiti dure a morire.
Micidiale.
»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO