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Dell'amore e di altri demoni

Dell'amore e di altri demoni

di Gabriel García Márquez

4.0

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Note su Gabriel García Márquez

Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo nacque in una piccola città nel nord della Colombia, Aracataca, il 6 marzo 1927.
Primogenito dei sedici figli fu cresciuto dai nonni materni. In seguito alla morte del nonno, nel 1937, si trasferì a Barranquilla per studiare. Nel 1947, García Márquez si trasferì a Bogotá per studiare giurisprudenza e scienze politiche presso l'Universidad Nacional de Colombia, ma presto abbandonò lo studio a causa dello scarso interesse per quelle materie e si dedicò all'attività di reporter per il giornale "El Universal". Alla fine del 1949 si trasferì a Barranquilla per lavorare come opinionista e reporter a "El Heraldo". Su invito di Álvaro Mutis, nel 1954 García Márquez tornò a Bogotá, a lavorare a "El Espectador" come reporter e critico cinematografico. L'anno successivo trascorre alcuni mesi a Roma, dove seguì dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, in seguito si trasferì a Parigi.
Come scrittore esordisce nel 1955, e nel 1968 dà alle stampe quella che viene universalmente riconosciuta come la sua opera più importante "Cent'anni di solitudine" romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo attraverso diverse generazioni. Nel 1982, venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nei sui ultimi anni di vita fu colpito dalla malattia di Alzheimer e si spense qualche anno dopo, il 17 aprile 2014 all'età di 87 anni, per un problema respiratorio.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 14 recensioni)

4.0Amore intermediario tra Dio e gli uomini, 18-04-2015, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Sicuramente "Dell'amore e di altri demoni" non è il più bel romanzo tra quelli di Marquez, ma contiene tutto il fascino proprio dello stile di questo autore. Come l'autore stesso annota, in questa storia corre il rischio della ripetitività dei temi, e tale rischio è eluso a mio parere viene eluso più per mezzo dello stile che del contenuto: Marquez infatti sa bene come tenere incollato il lettore per mezzo di espedienti letterari semplici e sempre funzionanti.
Si ripete il tema della cattiva genitorialità, così come quello della dissoluzione dei grandi casati che sembra abbattersi in maniera condensata nell'ultimo capostipite, destinato a dissolversi nello spazio come la sua ascendenza andata a estinguersi nel tempo.
Si ripete il tema dell'amore, che non è mai realmente vissuto con medesima intensità e comprensione dai due amanti, e quello della follia, che resta l'unica forma di sincerità e affidabilità in un mondo in cui la saviezza è solo una forma di scaltra mala fede.
Il clero, in questo contesto, non è dipinto col solito distacco: sebbene anche la cattolicità abbia le immagini di un potere terreno che va finendo e venga esibito, laddove istituzione, come totalmente privo di qualsiasi amore, secondo il mio parere qui si ritrova un ossequio alla religione cristiana che non ho trovato nei libri del medesimo scrittore letti precedentemente. Nessuno tra i sacerdoti presentati si dimostra "umano", e l'unico che si dimostrerà tale lo sarà fino al punto da cedere all'estrema debolezza: quella dell'amore irrazionale per una ragazzina, ma la fede qui narrata è comunque presentata come qualcosa di extraterrestre più che ultraterreno, come se avesse un nucleo di sacralità e verità che in un certo modo somiglia all'amore umano e passionale che proprio non ha comprensione: incomprensibile al dottor Abrenuncio, scienziato ed esoterista, immagine della ragione e che, per assurdo, è presentato in sordina come segno di ortodossia nel rapporto col sacro. Il dottor Abrenuncio de Sa Pereira Cao, medico ed esoterico, è la chiave di lettura di tutta la situazione: sebbene si definisca ateo è un uomo razionale che ha i piedi per terra e non presta fede cieca nemmeno alla medicina, a differenza dei suoi colleghi. Tanto i mediconi quanto i religiosi hanno la mente chiusa dalla loro fede adamantina, e ciò porta gli uni e gli altri a isolare Abrenuncio, che di per sé è il pi umano tra tutti e, forse per questo, il più capace.
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4.0Dell'amore e di altri demoni, 07-09-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 9
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La prima cosa che mi ha colpita leggendo questo romanzo è lo stridente constrasto tra il "caso giornalistico" che sarebbe alla base del racconto, che per natura evoca logica, rigore, concretezza, realismo, ed il clima fiabesco che circonda la vicenda rendendola simile per atmosfera a "cento anni di solitudine". Il romanzo affronta il tema della passione, comune anche a "L'amore nei tempi del colera", ma in modo completamente diverso. Non si tratta di un amore speranzoso insensibile al logorio del tempo come quello tra Fermina e Florentino, ma di una passione apparentemente oscura, demoniaca ai limiti della censura morale tra una ragazzina posseduta (in realtà aveva contratto la rabbia dal morso di cane) ed il suo esorcista che vede messe a dura prova le proprie convinzioni. In effetti il loro legame è molto più puro di quanto possa apparire ad una lettura superficiale, rappresenta l'unico squarcio di luce in un modo oscurato dai pregiudizi e dalla freddezza dei rapporti umani.
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4.0Dell'amore e di altri demoni, 21-04-2012
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Questo libro è per chi ama Marquez, le sue storie al limite dell'assurdo, a tratti squallide e i personaggi tristi. Ma anche per chi sa apprezzare la poesia di uno dei più grandi scrittori contemporanei. L'amore è il vero protagonista di questo romanzo, l'amore come ossessione, come passione e come demone.
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3.0Passionale , 18-09-2011
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Marquez non delude mai! Una descrizione della protagonista in chiave mistica-psicologica, un amore impossibile, genuino e profondo rendono il racconto romantico. Marquez sa come far rivivere il passato. Lo consiglierei a chi ama storie d'amore originali che trascendono dalle storie tra amanti canonici.
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2.0Difficile, 06-07-2011
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Ho acquistato il libro per il titolo e per la premessa. Tutto sembrava perfetto, eppure non sono stato coinvolto nella lettura. Di amore Gabriel Garcia Marquez parla molto meglio in "L'amore ai tempi del colera" e della sua terra parla meglio in "Cent'anni di solitudine". "Dell'amore e altri demoni" non è un libro indispensabile
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5.0Affascinante!, 06-05-2011
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Il meno celebrato tra i capolavori di Gabriel Garcia Marquez. Romanzo avvicente dalla scrittura poetica e (insolitamente?) fluida. Chi, come me, ama lo scrittore non può che rimanere affascinato dalla sua lettura. Ma è a chi vuole "avvicinarsi" all'autore colombiano che consiglierei di scegliere "Dell'amore e di altri demoni".
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5.0Toccante e romantico, 22-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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"Oh bel sembiante per mia sventura incontrato": ecco l'amore tra una ragazzina (presunta indemoniata) e l'amore con un prete.
Un libro toccante, romantico, pieno di pregiudizi.
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4.0Romantico ed appassionante!, 15-09-2010
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Bellissimo questo racconto che parla di un amore forte e ardente di una ragazzina dai lunghi capelli e di un prete.L'amore visto come un demone che ti prende e non ti abbandona piu'!
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4.0da leggere!, 14-09-2010
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E' un libro che lascia il segno... per gli amanti di gabriel garcia marquez è un libro sicuramente da leggere, si ritrova tutto il surrealismo della sua scrittura e a tratti l'ho trovato sconvolgente, certo non lascia indifferente, riesce a trascinarti in mondo parellelo dal quale si fatica ad uscire...
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4.0dell'amore e di altri demoni, 09-09-2010
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Una lunga ciocca rossa fuoriesce da una tomba spaccando la lapide... un'intensa storia d'amore tra una bambina (creduta posseduta) e un parroco, un libro emozionante e sconvolgente, stupendo!
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4.0Dell'amore e di altri esorcismi, 30-08-2010
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Non ho un buon rapporto con Gabriel Garcia Marquez. Questo libro mi è piaciuto però,perso com'è in un mondo surreale,popolato da personaggi strani che si muovono sul territorio minato delle credenze popolari,degli esorcismi e sugli strani effetti dei morsi dei cani!!Vi riporto una frase meravigliosa,detta da un personaggio particolare del libro,il medico Abrenuncio:"non c'è medicina che guarisca quel che non guarisce la felicità"
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5.0il piu' bel racconto che abbia mai letto!, 06-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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i Libri di Marquez a mio avviso si respirano, si sentono si vedono addirittura! Questo libro l'ho letto quasi per caso,senza accorgermene pero' ho stabilito un contatto strettissimo con l'autore, ho voluto leggere tutti i suoi libri dopo, e mi sono accorta che ognuno e' come il proseguio dell'altro. Si respira la medesima aria dissoluta e soleggiata, caotica e polverosa. "Dell'Amore e di altri Demoni" racconta di passioni forti, quelle che solo gli amori impossibili possono dare.
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