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L' amministrazione tra pubblico e privato e il principio di legalità dall'antichità ai giorni nostri. Aspetti ricostruttivi e prospettive di sviluppo

L' amministrazione tra pubblico e privato e il principio di legalità dall'antichità ai giorni nostri. Aspetti ricostruttivi e prospettive di sviluppo

di Massimo Tucci


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L'opera focalizza l'attenzione su quegli atti e/o comportamenti dell'Amministrazione che, pur rientrando nell'ambito dell'azione di carattere autoritativo, abbiano fatto uso degli strumenti del diritto privato per il conseguimento dell'interesse pubblico di volta in volta considerato.

INDICE
Premessa XI
CAPITOLO I
Il DIRITTO AMMINISTRATIVO
NELL'ETA' CLASSICA E NELL'ETA' DI MEZZO
1. L'antica Grecia 1
2. L'epoca romana 8
3. Profili di ricostruzione unitaria del sistema
amministrativo dell'epoca antica 20
4. Il diritto amministrativo nell'alto Medioevo e la Scuola di
Bologna 26
5. L'elemento caratterizzante la P.A. di questo periodo: la
ricostruzione di una struttura amministrativa con gli
strumenti del diritto privato 33
6. Considerazioni conclusive del capitolo 40
CAPITOLO II
LINEAMENTI ESSENZIALI E LINEE EVOLUTIVE DELL'ORDINAMENTO
AMMINISTRATIVO STATALE NEI SECOLI DI FORMAZIONE E
CONSOLIDAMENTO DELLO STATO: L'AMMINISTRAZIONE DEL
RE COME PRIMA AFFERMAZIONE DEL PRINCIPIO
DI LEGALITA' ED IL MITO DELLO STATO ASSOLUTO
1. Premessa 45
2. Cenni all'ordinamento spagnolo 51
a) Il formarsi di una amministrazione regia dopo la
reconquista 51
b) Le riforme di Carlo V e Filippo II e il rispetto
obbligato delle autonomie regionali e locali 63
3. Le linee di consolidamento dello stato nazionale in
Francia 72
a) Cenni all'ordinamento amministrativo nei secoli XVII
e XVIII 72
b) Stato assoluto e Rivoluzione Francese nell'ottica
amministrativistica: l'''appiattimento'' della
Pubblica Amministrazione sull'esecutivo e la
codificazione come strumento di reazione all'arbitrio
e alla tirannia regie dell'ultimo periodo dell'ancien
regime 79
4. La parallela e sostanzialmente omogenea evoluzione del
sistema inglese 84
a) Premessa 84
b) La riforma dell'amministrazione statale e di quella
locale sotto Enrico VIII 86
c) Il tentativo di instaurazione dello Stato assoluto, e
la riaffermazione del principio di una struttura
amministrativa regia comunque soggetta alle regole
del diritto comune 92
5. Le linee ricostruttive che paiono potersi cogliere
dall'analisi che precede 95
a) Il progressivo affermarsi in tutta Europa, inclusa la
Inghilterra, di un apparato amministrativo e di una
burocrazia cui non corrisponde un ordinamento
specifico della P.A. se non nei settori essenziali e
cioe' di strumenti e procedimenti pubblicistici nei
settori connessi al principio di sovranita' 95
b) L'affermarsi del potere centrale regio cui
corrisponde un rafforzamento della burocrazia statale
centrale e periferica e il conseguente ampliamento
dell'ordinamento amministrativo: il contestuale
affermarsi del principio di certezza del diritto
regio e, in ultima analisi, del principio di
legalita' 99
6. Considerazioni conclusive del capitolo 100
CAPITOLO III
DALLA PANDETTISTICA TEDESCA AL METODO GIURIDICO
DI VITTORIO EMANUELE ORLANDO
1. La pandettistica e il postulato della superiorita' del
diritto privato 103
2. Il dibattito in Italia e i cosiddetti Autori
pre-orlandiani 121
3. La svolta orlandiana di fine secolo: la ''scoperta del
metodo giuridico''e la ''nascita'' del diritto
amministrativo italiano 137
4. La nascita del sistema di giustizia amministrativa e la
funzionalita' rispetto ad essa del ''metodo
giuridico'' 170
5. Ranelletti e la teoria dell'affievolimento 209
6. Cosa resta oggi del metodo orlandiano? 222
CAPITOLO IV
LA CRISI DELLA CONCEZIONE
ORLANDIANA E RANNELLETIANA
DI DIRITTO AMMINISTRATIVO E LE SUE CAUSE
1. Premessa 241
2. La crisi dell'idea di una amministrazione scissa dal potere
esecutivo come condizione di esistenza di un diritto
amministrativo modernamente inteso 243
a) Cenni all'evoluzione storica della pubblica
amministrazione in Italia: il quadro
normativo 246
b) Cenni alla disciplina costituzionale del rapporto
politica-amministrazione: in particolare il ruolo
della dirigenza 253
3. La presunta crisi del concetto di interesse legittimo e la
sua interpretazione come crisi non solo del diritto
amministrativo sostanziale ma anche del sistema di
giurisdizione amministrativa data la inscindibilita' dei
due aspetti nel nostro ordinamento amministrativo 291
a) Premessa 291
b) La crisi dell'interesse legittimo come crisi del
principio di irrisarcibilita' del danno conseguente
alla sua lesione: cenni alla posizione di
giurisprudenza e dottrina sino alla sentenza della
Cassazione n. 500 del 1999 292
c) Il rapporto tra interesse pubblico ed interesse
legittimo e la sua evoluzione 300
4. La crisi dell'interesse legittimo come crisi della sua
individualita' e personalita' e le sue fasi 331
a) L'irrompere sulla scena degli interessi collettivi e
diffusi negli anni '70 331
b) L'emergere della categoria degli interessi
costituzionalmente tutelati ed insopprimibili 337
c) La percezione della irreversibilita' della crisi e il
tentativo di fronteggiarla: dalla teoria del riparto
di giurisdizione per materia alla recente sentenza
della Cassazione n. 1207/2006 341
d) Il contrasto frontale con la giurisprudenza della
Corte di Giustizia europea sulla effettivita' e
sostanzialita' della tutela processuale assicurata a
qualsiasi posizione giuridica soggettiva lesa dalla
amministrazione nella sua azione 359
5. Sotto il profilo sostanziale, la crisi determinata nel
sistema concettuale orlandiano dall'inserimento nel nostro
ordinamento del principio di sussidiarieta' e di nuovi
strumenti di sicura matrice contrattuale come la
negoziazione del provvedimento finale o la sua sostituzione
con atti di natura paritetica 376
6. Considerazioni conclusive del capitolo 383
CAPITOLO V
E' ANCORA ATTUALE UN SISTEMA AUTONOMO
DI DIRITTO AMMINISTRATIVO?
1. Premessa alle conclusioni 397
2. L'esperienza della Gran Bretagna di oggi e le
considerazioni che ne discendono 404
3. La crisi di un modello di amministrazione non e' la crisi
del Diritto Amministrativo ne' prelude alla sua
privatizzazione 411
4. Il nodo irrisolto della discrezionalita' amministrativa e
la sua coniugazione necessaria coi principi di
programmazione e sussidiarieta' 421
5. L'essenzialita' della distinzione tra strumenti e finalita'
da perseguire 428
6. Considerazioni conclusive 430

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