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American Tabloid

American Tabloid

di James Ellroy

5.0

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"L'America non è mai stata innocente". Queste le prime parole del romanzo con cui James Ellroy è passato dagli ambienti di Los Angeles a una prospettiva più ampia. La vicenda di John Fitzgerald Kennedy, della sua ascesa al potere e della sua morte viene raccontata dall'interno, in modo spietato, senza compromessi.

Note su James Ellroy

James Ellroy è lo pseudonimo utilizzato dallo scrittore statunitense Lee Earle Ellroy. Nato a Los Angeles il 4 marzo del 1948, l’infanzia di Ellroy viene turbata quando, nel 1958, sua madre Geneva viene assassinata a El Monte, luogo in cui la donna si era trasferita con il figlio in seguito al divorzio con il marito. Il delitto, rimasto irrisolto, unito ad un libro poliziesco “The Badge” di Jack Webb e al caso della “Dalia Nera”, altro delitto senza colpevole, furono elementi che contribuirono alla formazione dello scrittore. Dopo aver lasciato la scuola senza terminare gli studi, Ellroy a 17 anni perde anche il padre. Dopo essersi arruolato come volontario, inscena un esaurimento nervoso e viene congedato. Al congedo segue un periodo di totale sregolatezza. Fa abuso di alcol e droghe, conduce una vita da vagabondo e si dedica a piccoli furti, venendo arrestato più volte. Intanto però continua a leggere, in particolare si appassiona ai thriller e ai romanzi gialli. Il 1975 è l’anno in cui inizia a cambiare vita. Scrive il suo primo romanzo, “Prega Detective”, a cui, negli anni Ottanta, faranno seguito i romanzi denominati “tetralogia di Los Angeles”, che sono “Dalia nera”, “Il grande nulla”, “L.A. Confidential” e “White Jazz”. Il romanzo “L.A. Confodential” verrà successivamente trasposto in un omonimo film di successo diretto da Curtis Hanson, e interpretato da Kim Basinger, la quale ha vinto un Oscar come migliore attrice non protagonista. Altre sue opere verranno trasposte, tra cui “Dalia Nera”, con la regia di Brian De Palma. A queste prime opere ne sono seguite altre, che hanno reso Ellroy uno scrittore di fama internazionale. Dopo aver vissuto per un periodo a Kansas City, nel 2006, in seguito al divorzio con la seconda moglie, James Ellroy è tornato a Los Angeles, dove attualmente vive e lavora.
 

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.8 di 5 su 4 recensioni)

5.0Tra romanzo e cronaca, 13-02-2012
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Ellroy crea questo stile particolarissimo, in parte reportage e grande romanzo con personaggi indimenticabili! Il racconto della storia di un'epoca vissuta in modo duro, diretto, immediato e spietato. Da leggere tutto in un fiato perchè a volte la realtà è più impressionante della finzione storica.
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4.0American Tabloid, 18-04-2011
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Notevole esperimento romanzesco, un incrocio tra le atmosfere hard- boiled e il giornalismo. Il tutto accompagnato da uno stile di scrittura che avvolge il lettore, da una capacità di descrivere i personaggi, anche secondari, della vicenda, con particolare crudezza: a definire l'uomo sono principalmente i difetti, le ossessioni, le manie e le perversioni, in una sorta di "ritratto negativo" dell'umanità che fa di Ellroy una sorta di successore del Balzac della "Commedia umana", avvolto nella bandiera americana come la bara di JFK.
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5.0Ellroy, o l'arte del Noir, 11-07-2010
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American Tabloid è il rullo compressore che devasta il delizioso e curato giardinetto in cui l'America pensava di aver vissuto, circondata dal cinguettio angelico degli uccellini e il grido festoso di innocenti bambini. American Tabloid rivolta le aiuole coperte di fiorellini profumati e riporta in superficie il fango sporco e maleodorante che gli ha fatto da concime. American Tabloid riscrive la Storia, in parte a suo modo, ma attinge a piene mani da tanta verità mai raccontata. E in questo vortice si muovono, col bavero alzato o a viso scoperto, personaggi di fantasia e gente realmente esistita, anche se mai raccontata per ciò che realmente erano. Gorilla spaccaossa, politicanti corrotti, affaristi senza scrupoli, mafiosi e prositutite, spettacolanti pervertiti e cineasti paranoici. Memorabili personaggi come Kemper Boyd e Ward Littel, vi condurrano in questo lungo viaggio (il primo di una trilogia che prosegue con "Sei Pezzi Da Mille" e "Il Sangue E' Randagio") attraverso la perdita dell'innocenza di una nazione che forse innocente non lo è mai stata. Ma su tutto e tutti il personaggio, l'uomo, il bestione unico e indimenticabile, di cui senza riserve vi innamorerete: PETE BONDURANT.
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5.0la scoperta di un maestro, 06-11-2009, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Prima pagina, decine di nomi. Seconda pagina, decine di soprannomi. Memoria, concentrazione, abnegazione totale per un libro che, può sembrare un parallelo anacronistico e pretenzioso, io considero come l'inizio di una nuova comédie humaine. Ellroy come Balzac. Storia, avventura, politica e affari attraverso personaggi realmente esistiti trasfigurati dalla geniale penna di uno scrittore che ha innovato come nessun altro, forse, la letteratura moderna.

Politici, gangsters, affaristi, spie, iniziano qui un percorso, una vita che continuerà nei romanzi successivi. Frasi e periodi limati all'osso, i linguisti userebbero il termine paratassi per spiegare la forma di questa scrittura; dialoghi caustici e definitivi, icasticità e lirismo di indubbio valore.

L'apologia e la decadenza degli anni 50/60, la presidenza Kennedy, J. Edgar Hoover, Jimmy Hoffa, Howard Hughes, uomini che hanno plasmato il potere a proprio uso e consumo. Non è un noir, non è un giallo, non è un thriller, è una commistione di generi e stili a generare la storia del romanzo. L'incontro o scontro tra l'oggettività di episodi realmente accaduti e la soggettività prosastica dell'autore diffonde nel lettore, pagina dopo pagina, un senso di estraniamento da una realtà che non è mai ciò che appare essere. Finito il libro, affascinati e quasi storditi da tanta potente prosa, si è tentati di credere che tutto quello che si è appena letto sia realmente accaduto.

Non esiste in assoluto un romanzo che, come American Tabloid, sia riuscito ad elevarsi così in alto nel decifrare la ridondante epoca del sogno americano. No, mi sbaglio, in verità esiste: "Sei pezzi da mille", secondo capitolo ellroiano di American Tabloid. Dopo aver letto questi romanzi capirete quanti proseliti e discepoli siano nati dalla costola di James ad iniziare o a finire, dal magistrato De Cataldo e dal suo Romanzo criminale, sopravvalutato e incensato da critici e lettori ignari dell'esistenza del maestro americano. American Tabloid, la bibbia da tenere sul comodino.
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