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American Psycho

American Psycho

di Bret E. Ellis


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Descrizione

Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street e con i colleghi Timothy, David, Patten e Craig, frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la migliore cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. Ma la sua vita è ricca di particolari piuttosto inquietanti e quando le tenebre scendono su New York, Patrick Bateman si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato.

Dettagli del libro

  • Titolo: American Psycho
  • Autore: Bret E. Ellis
  • Traduttore: Culicchia G.
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • Data di Pubblicazione: Maggio 2005
  • ISBN: 8806174045
  • ISBN-13: 9788806174040
  • Pagine: 522
  • Reparto: Gialli

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 10 recensioni)


3.0Indefinibile e crudo, 09-02-2012
di P. Raffo - leggi tutte le sue recensioni

«Non saprei definire questo romanzo con un aggettivo. E' la storia di un viaggio nella follia che lascia, di volta in volta, spaesati, terrorizati, disgustati, pieni di interrogativi. A volte ho fatto fatica ad andare avanti, tante sono la crudezza e l'insensatezza degli omicidi del protagonista. Un bel libro, comunque, che analizza il vuoto interiore prodotto dall'opulenza degli anni ottanta. Non mi è piaciuto granchè il finale, ma lo consiglio lo stesso!»

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5.0Stupendo, 10-08-2011
di S. Cascone - leggi tutte le sue recensioni

«Avevo gia molto apprezzato il film tratto da questo romanzo e incuriosito ho comprato anche il libro... A dir poco mozzafiato! Non è certo una lettura per tutti, ma chi apprezza questo particolare genere di certo rimarrà più che soddisfatto! Una volta cominciato difficilmente vi staccherete dal libro prima di averlo finito»

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2.0American Psycho, 04-04-2011
di P. Ferrarelli - leggi tutte le sue recensioni

«Scritto improbabile, ma come si fa a pubblicare cose simili? Non mi è sembrato un gran che... Sicuramente è un libro invecchiato male... Noiso, palloso, con un po' di super violenza trucida quà e là per risvegliare il povero lettore addormentato da trafile di marce di vestiti e di titoli di canzoni. Non basta raccontare dall'esterno e manifestare le proprie conoscenze per diventare narratori come si deve. A parte questo, dubito che in lingua originale sia tutta un'altra cosa. »

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3.0America Psycho, 20-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Agghiacciante immersione in un mondo che sembra tutt'altro che distante da noi dove la violenza, il sesso, la droga e la superficialità la fanno da padrone. La narrazione un po' ripetitiva e noiosa di Ellis sono simbolo dell'apatia e dell'ossessione del suo protagonista.»

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4.0American Psycho, 18-11-2010
di F. Lopoldi - leggi tutte le sue recensioni

«Patrick Bateman, un yuppie nella New York degli anni '80 è "il ragazzo della porta accanto", ma è anche un sadico, ossessivo torturatore che scivola sempre più verso la follia totale... Credo sia un libro senza mezzi termini o lo si adora o lo si odia... Nel mio caso è stato molto apprezzato seppure non sia una lettura facile. L'effetto è quello di uno schiaffo, fa male, ma scuote! »

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4.0American Psycho, 03-11-2010
di A. Basile - leggi tutte le sue recensioni

«Incredibile, uno dei libri più sconvolgenti che io abbia letto, opera irripetibile, di una violenza inaudita. Sicuramente appartiene alla letteraura perchè ci costringe a guardare in faccia l'abisso! »

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2.0Per stomaci forti, 05-08-2010
di J. Croce - leggi tutte le sue recensioni

«Cinquecento pagine di sevizie, raccontate nei minimi e più disgustosi dettagli.
Cinquecento pagine di capi d'abbigliamento firmati, interminabilmente elencati e spesso anche prezzati.
Lo splatter ed il nulla alternati e mescolati, coronati da un finale inesistente.
"-Sai, - accenno, - Tim stava per rompere con lei. Si era deciso a lasciarla, diciamo.
- Perchè, per amor del cielo? - mi chiede Evlyn, sorpresa, intrigata. - Avevano quella favolosa casa agli Hamptons.
- Ricordo che lui mi ha detto di essere stufo marcio di guardarla farsi le unghie per tutto il week-end.
- Oh, mio dio, - dice Evelyn, e poi, genuinamente confusa: - Vuoi dire... aspetta, non aveva nessuno che gliele facesse?"
»

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4.0la necessità della noia, 21-07-2010
di E. Brunet - leggi tutte le sue recensioni

«"I hate people when they're not polite" (Talking Heads). Leggo nelle note dei recensori che mi hanno preceduto, che un limite di questo libro a mio parere geniale sarebbe la noia che produce la ripetitività della narrazione, tutta giocata su cene al ristorante, la descrizione particolareggiata e ossessiva di oggetti apparentemente inutili, il continuo rinvio alle marche come dispositivi di identificazione, i lunghi dialoghi su moda droghe posti trendy bella gente ecc. Ebbene, sta proprio in ciò la grandezza di questo libro! Che va letto e inteso come un mantra: il mantra del nulla, della schizofrenia, della vuotezza di una vita sclerotizzata, assolutamente sconnessa tra "fuori" e "dentro" della persona, tra essere e agire, tra individuo e società (dove dovrebbe stare di diritto la PERSONA, e invece la persona è risucchiata tra queste due polarità). Mai come in questo libro la violenza è non solo assolutamente giustificata, ma "necessaria" per portare alle estreme conseguenze la visione dell'autore. Certo il rischio (e qui mi riferisco alla prima recensione) è di compiacersi di questo cinismo tanto ben reso e descritto, che invece è soltanto osceno e disgustoso. Batman non è un eroe dei nostri tempi, è uno zombie penoso.»

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5.0Capolavoro moderno assoluto, 08-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di L. Caciorgna - leggi tutte le sue recensioni

«Un’opera prima. Ho tagliato i ponti con amici e parenti che si sono rifiutati di leggerlo. E qui, chi si azzarda a dare un giudizio solo perché ha visto il film, si prepari alla mia furia. Questa è la bibbia dello yuppie. Il manuale di sopravvivenza, a Wall Street come in ogni altro quartiere finanziario delle grandi capitali del mondo. Poi Patrick Bateman, il mitico Patrick Bateman, eroe protagonista, è a mio parere (tralasciando che si ecciti sessualmente solo infilando topi vivi dentro la vagina tagliuzzata delle prostitute) la rappresentazione fedelissima dell’uomo moderno. La solitudine in mezzo alla folla. La frustrazione in ufficio. L’alienazione a cui ti porta la società di oggi. Babbabìa che libro.»

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4.0American Psycho, 07-07-2010
di G. Mineo - leggi tutte le sue recensioni

«Spaccato della vita di Patrick Bateman, ventisettenne ricco e affermato nella New York degli anni ‘80, con la passione per la musica, la moda, la tortura e gli omicidi.
Narrando in prima persona, dialoghi e monologhi abbondano, Bateman introduce il lettore in una routine mondana fatta di continui incontri ai ristoranti più costosi, dove tra drink e piatti in si conversa di come vada portato un certo capo d’abbigliamento, della prossima prenotazione nel ristorante che ha appena aperto, di prodotti di bellezza, di quanto è coglione quel collega di lavoro, di figa e via di questo passo; tutto anticipato dalla descrizione dei presenti e di quale marca sono gli abiti che indossano, sempre.
A ciò, che forse descritto così non risulta particolarmente attraente ma che io ritengo generalmente la parte più riuscita del romanzo per la capacità di dipingere credibilmente il periodo storico e di mantenere un certo coinvolgimento, a ciò dicevo, si alternano le ossessioni del protagonista e le sue sempre più frequenti uccisioni.
Su queste: sempre legate la sesso, inizialmente sono sporadiche e ben inserite, ma più si procede, più affollano i capitoli del libro, e diventano estremamente violente, crudelmente fantasiose, roba che avrebbe fatto felice De Sade(che per altro viene esplicitamente omaggiato dalla cruda descrizione di una scena che il Marchese aveva solo abbozzato in una nota).
E’ vero che la cosa ha un suo perché, cioè evidenziare la progressiva perdita di controllo del personaggio, ma ne risente il piacere della lettura; non tanto per la loro natura(potenzialmente parecchio disturbante comunque), ma per la noia che la loro esagerata ripetizione causa.
Lo stesso accade in minor misura per le scene ai tavoli, in definitiva 100 o anche più pagine in meno avrebbero giovato, chi ha scritto l’adattamento cinematografico se ne sarà accorto.
Nota di merito per i tre capitoli nei quali, del tutto a mo’ di saggio, Bateman discute ed esplora tre discografie che hanno caratterizzato pesantemente il decennio in esame.
»

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