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America o Il disperso

America o Il disperso

di Franz Kafka

5.0

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Karl Rossmann, un allegro sedicenne, viene mandato dai genitori in America perché dimentichi una cameriera che ha messo incinta. Prima accolto con affetto poi, senza motivo, allontanato dallo zio, si unisce a due vagabondi. Viene assunto come lift in un grande albergo e anche qui senza motivo, viene poi licenziato. Torna dai due vagabondi fino a che non viene assunto dal "Grande teatro" di Oklahoma. A questo punto il romanzo, pubblicato postumo, si interrompe.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0 Kafka Franz, 27-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Con "America", Kafka ci presenta Karl Roßmann, un personaggio affetto dalla "Colpa". Infatti Karl è sempre colpevole: in Europa, in America, dallo zio, sul lavoro (all'Hotel occidental); perfino la polizia lo giudica colpevole a priori.
Tutto ciò lo porterà all'allontanamento da qualsiasi impiego o luogo.
Solo Delamarche e Robinson, due uomini conosciuti in America (che richiamano i due aiutanti di K. ne "Il Castello"), tentano di ricongiungersi con lui, ma solo per schiavizzarlo in favore dell'amante di Delamarche, Brunelda.
Nonostante tutto, il giovane è in continua tensione verso la positività: quando Karl trova il tempo di pensare all'avvenire, egli se lo immagina roseo e migliore del presente.

Kafka, a differenza degli altri due romanzi incompiuti, "Il Castello" e "Il Processo", non presenta un' America oscura, cupa e grigia. Anzi: l'America rappresenta ancora la speranza degli Europei, la nuova vita per gli emigranti. Eppure, l'elemento dell'oscurità è sempre presente, soprattutto quando il protagonista è confuso, spiazzato o inquieto (es.: la casa di Pollunder, la camera di Brunelda). Ma Karl, grazie alla sua forza d'animo, riesce a dissipare l'oscurità e a rialzarsi stoicamente, sfidando la Colpa.

Come sostenuto da Max Brod, il tema di fondo di "America" è la solitudine: Karl è sì un ottimo personaggio, ricco d'iniziativa e molto solerte. Ma è solo. Gli amici sono falsi (Delamarche, Robinson) e quelli veri (la capocuoca, Therese) devono arrendersi di fronte alla Colpa che sembra pendere sulla testa di Karl.
L'ultimo frammento scritto da Kafka sembra disperdere una volta per tutte l'oscurità che avvolge le avventure del protagonista. Un nuovo impiego, due conoscenti che lavoreranno con lui (Giacomo e la sconosciuta Fanny), la comicità (voluta o meno) del nome falso che Karl si attribuisce per non riferire reali generalità e il viaggio verso l'Oklahama (o Oklahoma??), sembrano ottime premesse per cominciare una vera vita, tranquilla e piena di speranze.
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