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Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva. Con CD Audio

Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva. Con CD Audio

 


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Descrizione

La vera storia della "radio libera" che ha cambiato il volto della comunicazione via etere, non solo in Italia. L'avventura di un collettivo di hacker, pirati della tecnologia e del linguaggio, innovatori della cultura underground, dadaisti, demenziali e libertari, anima del Movimento del Settantasette a Bologna, che pagarono con il carcere le loro imprese. Alice era il nome di questa radio.

Dettagli del libro

  • Titolo: Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva. Con CD Audio
  • Curato da: Bifo, Gomma
  • Editore: ShaKe
  • Collana: Underground
  • Data di Pubblicazione: Marzo 2007
  • ISBN: 8888865225
  • ISBN-13: 9788888865225
  • Pagine: 175
  • Formato: illustrato, brossura
  • Reparto: Cinema e spettacolo > Radio

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3.0Alice è il diavolo, 06-04-2011
di R. Pizzardo - leggi tutte le sue recensioni

«Una discreta raccolta di saggi, non merita più di tre secondo me. Raccolta di documenti veramente interessante, soprattutto perchp hanno tutta l'immediatezza del momento e lasciano forse, più di ogni ricostruzione storica, capire o almeno sentire il clima che in quei giorni serpeggiava tra i giovani del Movimento e non solo. E' chiaro, e dalla lettura traspare molto chiaramente, come in realtà quell'istanza di rinnovamento, di contestazione, di utilizzo di nuovi mezzi espressivi fosse una cosa comune agli studenti, ma anche agli operai, ai professori e probabilmente a diverse altre "classi" sociali.

Impressiona il linguaggio, mai banale e sempre ricco di riferimenti storici e filosofici come forse solo difficilmente oggi accadrebbe. Si capisce come quei documenti fossero scritti, parlati, agiti da un gruppo di persone che per "contestare il sistema" innanzitutto dovevano consoscerlo e conoscerne i meccanismi. Distanza forse siderale da quanto accade oggi.
Colpisce inoltre la vicinanza con alcune tematiche attuali: lo sfruttamento degli studenti universitari che per permettersi lo studio (la conoscenza) devono strapagare un posto letto e per questo condividere appartamenti. Se la condivisione diviene uno dei punti di forza del movimento, è chiaro lo sfruttamento che i proprietari esercitano richiedendo fitti onerosi... Una cosa che accade anche oggi e che accomuna studenti fuorisede e extracomunitari...

Altro elemento è la precarietà del lavoro, che ha oggi punte massime in virtù di una profondissima crisi economica che tutti si affettano a minimizzare da tempo.
Ancora lo strumento e la centralità della comunicazione e dell'informazione: la radio come innovazione, come mezzo "proletario", perchè basta (va) poco denaro per allestirne una ed andare in onda, e democratico poichè può raggiungere chiunque in qualsiasi momento della giornata (anche la ricezione aveva costi bassissimi).
Interessante a questo riguardo il saggio in cui si effettua un parallelismo tra l'uso della radio (e il suo ruolo innovatore) e l'uso della rete e la sua diffusione.
Atroce il parallelismo purtroppo reale, storico, tra i fatti di Bologna che seguirono la morte di Francesco Lo Russo, con la repressione del movimento e la chiusura di Radio Alice da parte della polizia, e quanto è accaduto 25 anni dopo a Genova con la morte di Carlo Giuliani e la chiusura di Radiogap.
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