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L' alba della teologia musulmana

L' alba della teologia musulmana

di Josef Van Ess

3.0

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
L'immagine dell'Islam contemporaneo è strettamente legato alla sharia, la legge religiosa, tanto che interrogarsi sulla teologia islamica può, a prima vista, sorprendere. Si cercherebbero invano delle divergenze dottrinali nelle discussioni religiose delle società musulmane. Il dibattito è centrato sempre sull'applicazione totale o parziale della legge islamica: in altre parole l'ortoprassia viene prima dell'ortodossia. Ma non è sempre stato così, la teologia ebbe un momento di gloria durante i secoli VIII e IX, prima che l'armonia tra fede e ragione diventasse un ideale inaccessibile. Un periodo in cui si discuteva se è possibile vedere Dio, ci si appropriava dell'atomismo e iniziava quel processo che metteva insieme storiografia, teologia e pensiero politico.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0L'alba della teologia musulmana, 13-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Lo raccomando solo a quelle persone che vogliano approfondire seriamente la complessa teologia islamica. Oggi si sente spesso parlare di imam e ulema, oppure di fatwa e si suppone di sapere tutto a riguardo. O almeno quella è almeno l'idea che si ha. Questo libretto, come del resto dice il titolo stesso, non spiega in effetti direttamente questi termini, ma li contestualizza spiegando come nei primi secoli dopo l'Egira, mentre la potenza militare araba faceva conquiste su conquiste, nascesse una teologia islamica. Per chi conosce un po' di teologia cristiana ed ebraica, le differenze che trova sono notevoli: nell'islam infatti la teologia nacque dalla giurisprudenza, e non dalla filosofia o dal misticismo come ci si sarebbe potuti aspettare. Inoltre non c'era solo la divisione attuale tra sciiti e sunniti, ma varie correnti in lotta tra di loro, nonostante ci fu almeno una scuola che disse "ogni opinione ragionevole è corretta", tentando di riportare l'unità e facendo notare che il Corano afferma che i musulmani sono meglio dei cristiani proprio perché sono uniti. Nel testo vengono trattati alcuni dei problemi teologici fondamentali, che in un certo senso durano a tutt'oggi: le interpretazioni del Corano creato (e non eterno) e del libero arbitrio contrapposto al determinismo della volontà di Allah; la possibilità che un miscredente conoscesse Dio; la possibilità di affermare che i propri governanti non fossero veri musulmani, e quindi poter fare jihad contro di loro. Il tutto in un contesto molto tecnico, e difficile da comprendere se non si è già esperti. Certo la supervisione di Ida Zillo-Grandi è stata utilissima per tutte le note al testo che ci permettono di avere un'idea dei personaggi e dottrine che Van Ess dà per scontate. Ma forse era meglio trovare anche qualche altro editor, perché magari è stato Van Ess stesso a scrivere a pagina 30 "Per i cristiani, Gesù è elevato al cielo direttamente dalla croce, senza morire" e - con meno probabilità - a pagina 34 "Il cristianesimo aveva risolto il problema con l'idea di reincarnazione"; però leggere queste cose non dà molta fiducia sulla qualità del testo.
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