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Gli affari del signor Giulio Cesare

Gli affari del signor Giulio Cesare

di Bertolt Brecht


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La scoperta che la cosa più grande di Cesare erano i suoi debiti, e che questi furono la causa reale del suo successo politico, suscita una reazione di incredulità e fastidio nel personaggio che parla in prima persona in questo romanzo: uno storico giovane e idealista che - a vent'anni dalla morte di Cesare - raccoglie materiali per scriverne la biografia. Brecht, narrando i colloqui del giovane col banchiere Spicro, e riproducendo gli immaginari diari del segretario di Cesare, Raro, riscrive la storia di Roma nel I secolo a.C., col risultato di restituirla, con sorprendente verosimiglianza, alla sua dimensione "affaristica".

Note su Bertolt Brecht

Eugen Berthold Friedrich Brecht, più noto come Bertolt Brecht, è nato il 10 febbraio 1898 ad Augusta, in Germania. Proveniva da una famiglia benestante. Suo padre, amministratore delegato di un’importante azienda, era cattolico, mentre sua madre era protestante. La religione della madre ebbe un certo influsso nello sviluppo educativo e culturale di Brecht. Cominciò a scrivere le sue prime poesie a 15 anni, nel 1913. Nel 1917 si iscrisse all'Università di Monaco di Baviera dove frequentò, seppur in modo discontinuo, le facoltà di scienze naturali, medicina e letteratura. Dopo aver prestato servizio nell’esercito in qualità di infermiere, Brecht torna a studiare, ma con poco interesse. Preferisce infatti dedicarsi alla letteratura e al teatro. A Monaco conosce Paula Banholzer che nel 1919 gli diede un figlio, Frank, che morì sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale. Le prime opere di Brecht sono fortemente influenzate dal clima un clima culturale di Monaco, caratterizzato dall’ innovazione e dominato dal futurismo e dall’espressionismo. Nel 1922 vinse il prestigioso Premio Kleist con “Tamburi nella notte”, e nello stesso anno sposò l’attrice Marianne Zoff, da cui ebbe una figlia, Hanne. Nel 1928 scrisse la commedia “L'Opera da tre soldi” su musica di Kurt Weill. Nel 1929 sposa Helene Weigel, dalla quale nel 1924 aveva avuto un figlio, Stefen. Nel 1933, quando sale al potere il nazismo, Brecht, fervente marxista, lascia la Germania. Trascorre molti anni viaggiando fino a quando, nel 1941, si stabilisce negli Stati Uniti, ma terminata la guerra torna in Germania, a Berlino Est, dove fonda una compagnia teatrale, la “Berliner Ensemble”. Bertolt Brecht, uno dei più influenti drammaturghi del Novecento, morì a Berlino il 14 agosto del 1956.
 

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