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E adesso pover'uomo?

E adesso pover'uomo?

di Hans Fallada


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Descrizione

Il libro di Fallada, pubblicato nel 1932, racconta le vicende di un giovane commesso, di sua moglie, del loro bambino. Una famiglia come tante della piccola borghesia che si ritrova alle prese con le crescenti difficoltà economiche e con lo spettro della disoccupazione in una Germania in cui è imminente l'ascesa al potere di Hitler. "È da gente come questa, come i freschi sposi Pinneberg - modesti, pazienti, onesti - che sono venuti fuori i nazisti?" si domanda Ralf Darendorf il sociologo tedesco che ha evidenziato per primo l'importanza di una lettura del romanzo in chiave sociale e politica. Proprio dietro la trama apparentemente semplice - fare i conti con la vita di ogni giorno, la povertà crescente, le incertezze del futuro in un misto di impotenza e di rassegnazione - si coglie il drammatico quadro sociale in un momento cruciale della storia della Germania che porterà all'olocausto e alla Seconda guerra mondiale.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)


4.0Un piacere leggere Fallada, 08-05-2012
di R. Lafonte - leggi tutte le sue recensioni

«L'inquietante vicenda del comune borghese tedesco e della sua famiglia nel periodo dell repubblica di Weimar. L'incubo della disoccupazione e l'affacciarsi del nazismo. Storia d'amore semplice e delicata senza mai essere melensa. Davvero un bel romanzo che fa riflettere. Se letto da un punto di vista culturale il romanzo è certamente interessante; come semplice lettura di svago, sinceramente, ho letto di meglio. »

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4.0E adesso, pover'uomo?, 11-10-2010
di S. Santi - leggi tutte le sue recensioni

«I Pinneberg, una coppia di sposini alle prese con la povertà e la disoccupazione: il mondo degli impiegati, ovvero dei colletti bianchi, nella Germania di Weimar. Un libro tirato fuori perché tanti leggono in Hannes il futuro piccolo uomo schiacciato dal nazismo - ma io, con con un coup de theatre, lo vedo invece impazzire nell'anarchia oppure seguire docilmente il comunismo della sua Laemmchen. Questo libro fu a lungo un best seller internazionale ed è ancora oggi una perla della Nuova Oggettività, movimento letterario che con Doeblin ho imparato ad amare. Il voto corretto è tre e mezzo perché non è un capolavoro ma "soltanto" un gran bel romanzo, di quelli in cui ti tuffi a capofitto e mentre lo leggi non ce n'è per nessuno. »

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4.0attuale, 22-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Marotta - leggi tutte le sue recensioni

«Il tema del romanzo è la cronaca della vita quotidiana di un piccolo impiegato nella Germania al termine della Repubblica di Weimar che si deve confrontare con la disoccupazione e l'inesorabile degrado delle sue condizioni di vita è solo addolcita dall'amore che unisce la coppia e dalla moglie Emma (Lämmchen), la più forte e coraggiosa dei due. Lei non si dà mai per vinta ed è lei che, nonostante le prove che devono affrontare, non smette mai di sostenere il marito. »

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