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Addio-Il figlio maledetto-El Verdugo

Addio-Il figlio maledetto-El Verdugo

di Honoré de Balzac

4.0

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  • Editore: Garzanti Libri
  • Collana: I grandi libri
  • Edizione: 2
  • Traduttore: Klersy Imberciadori E.
  • Data di Pubblicazione: aprile 1995
  • EAN: 9788811582892
  • ISBN: 881158289X
  • Pagine: LXV-175
  • Formato: brossura
Addio venne pubblicato nel 1830 sulla rivista "La Mode" e come "El Verdugo" fu probabilmente scritto per le "Scene della vita militare". Il racconto contiene un superbo flash-back sul passaggio della Beresina e sulla ritirata della Grande Armée di Napoleone ma l'autore lo allegò poi al IV tomo degli "Studi filosofici". "El Verdugo" è ambientato nel 1809, quando i soldati di Napoleone hanno occupato la Spagna e la scena è Santander, dove gli inglesi tentarono uno sbarco. La prima versione del "Figlio maledetto" invece uscì in volume nel 1837. Si tratta di una storia raffinata e complicata in cui l'affetto totale di una madre per il proprio figlio ne determina il destino.

Note su Honoré de Balzac

Honoré de Balzac è nato a Tours, in Francia, il 20 maggio del 1799. La sua era una famiglia borghese abbastanza agiata. Studiò prima a Vendôme, poi a Tours e infine a Parigi, dove si trasferì assieme alla famiglia nel quartiere di Marais. Dopo essersi iscritto all’Università alla facoltà di Giurisprudenza, iniziò a lavorare come scrivano presso uno studio notarile. A vent’anni scoprì di avere un talento innato nella scrittura e una forte vocazione letteraria. Inizia a scrivere delle opere firmandosi con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin, Lord R'hoone (anagramma di Honoré) o Viellerglé. In un primo momento, i suoi lavori non furono apprezzati, tanto che Honoré si dedicò all’editoria, ma i suoi progetti imprenditoriali non ebbero un buon esito. Nel 1822 conobbe Louise-Antoinette-Laure Hinner, una donna matura che lo incoraggiò a scrivere e che gli restò accanto fino alla morte. Nel 1829 pubblica con il proprio nome “Les Chouans”, che riscosse un discreto successo. Da quel momento in poi la sua attività come scrittore divenne estremamente prolifica. Scrisse circa novanta opere in soli sedici anni. Nel febbraio del 1837, per fuggire ai creditori, si rifugia a Milano. Nel 1938 si reca in Sardegna alla ricerca di miniere d’argento, ma l’impresa è senza successo. Nel 1842 lo scrittore decise di organizzare la sua produzione letteraria ne “La commedia umana” , raggruppando 137 opere in un solo titolo. La sua idea era di descrivere in maniera esaustiva la società, cercando di racchiudere tutta la sua epoca in un’unica opera. Alcuni considerano tale opera la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell'umanità. Accanito frequentatore dei salotti alla moda e seduttore di nobildonne, il maestro del romanzo realista francese del XIX secolo era avido di ricchezza e desideroso di un’ascesa sociale. Riuscì a coronare i suoi desideri sposandosi con una contessa polacca poco prima della morte, che avvenne il 18 agosto del 1850 a Parigi a cusa di una peritonite.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Addio - Il figlio maledetto - El Verdugo, 16-05-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Tre scritti presi dalla monumentale "Commedia umana" di Balzac. Ne faccio una breve rassegna.

"Addio": è la storia di un amore impossibile, in cui ad incontrarsi sono due personalità morbose; quella di Stephanie è, se non l'unica, una delle poche figure, nella Commedia, ad essere completamente preda della pazzia; una pazzia intesa, qui, come adesione primordiale alla natura; come regressione e liberazione dalle grinfie della società; il ritorno al mondo, impostole, suo malgrado, dal suo amante, sarà per lei l'inizio della fine.

"Il figlio maledetto": è il tentativo di Balzac di pervenire alla forma del romanzo vero e proprio. L'operazione non è del tutto riuscita: più che di un romanzo si tratta di tre segmenti narrativi saldati insieme; la resa formale comunque non intacca la potenza immaginifica della storia; aumenta ulteriormente il pathos poi l'ambientazione da romanzo gotico (genere nel quale poi Balzac si cimenterà col "Melmoth riconciliato").

"El verdugo": è la storia di una famiglia di possidenti spagnoli giustiziata come atto di rappresaglia, durante la campagna napoleonica... Una riflessione nerissima sull'attaccamento dei nobili al loro titolo, anche a costo della vita e dell'onta altrui nonché una variazione sulla figura del boia, già affrontata dal giovane Balzac in "Un episodio sotto il Terrore".
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