L' accompagnatrice

L' accompagnatrice

4.5

di Nina Berberova


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Descrizione

Il fascino e l'invidia, la sottile crudeltà e l'ambivalenza, le sfumature e le ombre nel rapporto tra due donne di diversa condizione e fortuna. Il legame tra una povera pianista - l'accompagnatrice - e una cantante di successo. Scritto nel 1934 e pubblicato nel 1985 in Francia, è stato accolto con grande favore dalla critica e dal pubblico, imponendo all'attenzione una scrittrice che con Blok e Gorkij, Pasternak e Nabokov, e i molti altri autori da lei frequentati, appartiene a pieno titolo alla storia letteraria e intellettuale del Novecento.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)

4.0L'accompagnatrice, 11-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
A tratti mi ha ricordato la Nemirovski ma con uno stile più spigoloso, mentre la Berberova ha un taglio più compassionevole e comprensivo, guarda le sue creature con occhio benigno e condiscendente. Inoltre sono diversi background e status delle due scrittrici: borghese e appartenente alla ricca società ebraica ucraina ma perfettamente integrata in Francia la Némirovsky, profondamente intellettuale e sofferente per il suo stato di emigrata per tutta la vita (durata ben più di quella della sfortunata Irène) la Berberova.
Sone269; ka vive all'ombra di Marija Nikolaevna Travina, una bella soprano dalla voce potente e ammaliante; suona per lei, nelle prove e nei recital, e da lei viene accolta in casa come una persona quasi di famiglia, anche se trattata in modo volubile, a volte con distacco, altre affettuosamente e teneramente. Soffre la controversa relazione che aveva con la propria madre, essendo "figlia della colpa", e lo strapotere della personalità della Travina; potremmo dire che ne sia quasi succube, affascinata ed insieme repulsa dalla sua maestria nel "vivere la vita", dalla sua capacità di stregare il mondo come donna e come artista.
La prospettiva di osservazione di Sone269; ka è quindi secondaria, come se la vita venisse guardata da dietro un vetro, discosta, velata. E discosta e solitaria vuole tenerla la Travina, che fa di tutto per evitare che Sone269; ka leghi con altri, amici, familiari, corteggiatori, quasi la giovane mingherlina e male in arnese non foss'altro che la sua bambola di pezza, il suo trastullo, il suo giochino personale, suo e soltanto suo.
La gelosia la farà ben presto da padrona in questa vicenda (narrata con lo stratagemma del diario ritrovato per caso da un rigattiere) perché è difficile e doloroso essere trasparente in un mondo fatto di adulazioni e corteggiamenti, di lusso e raffinatezza, restando sullo sfondo mentre tutte le attenzioni vanno ad altri. Il talento conta poco in un mondo in cui le apparenze regnano sovrane; una serica treccia corvina arrotolata intorno alla testa varrà ben più di capelli biondicci, radi e stopposi. Quella di Cenerentola è, appunto, una favola.
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4.0Due donne agli antipodi, seppur simili, 26-05-2011
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Una celebre cantante, una pianista sconosciuta l'accompagna (da qui il titolo) . Un'analisi raffinata ed impietosa delle due donne anima questo breve romanzo, lieve ma affascinante. Narrativa russa di un'autrice nata poetessa. Da leggere con attenzione.
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4.0L'accompagnatrice, 12-04-2011
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Autrice poco conosciuta dai più, forse si meriterebbe più spazio. Ci sono esseri destinati ad una vita da gregario, nell'ombra, in silenzio, senza mai un momento tutto per sé o il riconoscimento delle proprie qualità, o al limite anche dei propri difetti; così, sullo sfondo, priva di ogni attenzione, vive Sonecka, giovane pianista nella Russia della rivoluzione bolscevica.
E' fin troppo ovvio dire che certi passaggi, alcune ambientazioni (la fuga dalla Russia attraverso l'Europa fino a Parigi come in Come le mosche d'autunno, seppur con connotazioni diverse) ricordino Irène Némirovsky, ma c'è di fondo una differenza, ovvero l'approccio molto più di carattere e graffiante che quest'ultima dà ai suoi personaggi, mettendoli a nudo nei loro aspetti più spregevoli, mentre la Berberova ha un taglio più compassionevole e comprensivo, guarda le sue creature con occhio benigno e condiscendente. Inoltre sono diversi background e status delle due scrittrici: borghese e appartenente alla ricca società ebraica ucraina ma perfettamente integrata in Francia la Némirovsky, profondamente intellettuale e sofferente per il suo stato di emigrata per tutta la vita (durata ben più di quella della sfortunata Irène) la Berberova.

Sonecka vive all'ombra di Marija Nikolaevna Travina, una bella soprano dalla voce potente e ammaliante; suona per lei, nelle prove e nei recital, e da lei viene accolta in casa come una persona quasi di famiglia, anche se trattata in modo volubile, a volte con distacco, altre affettuosamente e teneramente. Soffre la controversa relazione che aveva con la propria madre, essendo "figlia della colpa", e lo strapotere della personalità della Travina; potremmo dire che ne sia quasi succube, affascinata ed insieme repulsa dalla sua maestria nel "vivere la vita", dalla sua capacità di stregare il mondo come donna e come artista.
La prospettiva di osservazione di Sonecka è quindi secondaria, come se la vita venisse guardata da dietro un vetro, discosta, velata. E discosta e solitaria vuole tenerla la Travina, che fa di tutto per evitare che Sonecka leghi con altri, amici, familiari, corteggiatori, quasi la giovane mingherlina e male in arnese non foss'altro che la sua bambola di pezza, il suo trastullo, il suo giochino personale, suo e soltanto suo.

La gelosia la farà ben presto da padrona in questa vicenda (narrata con lo stratagemma del diario ritrovato per caso da un rigattiere) perché è difficile e doloroso essere trasparente in un mondo fatto di adulazioni e corteggiamenti, di lusso e raffinatezza, restando sullo sfondo mentre tutte le attenzioni vanno ad altri. Il talento conta poco in un mondo in cui le apparenze regnano sovrane; una serica treccia corvina arrotolata intorno alla testa varrà ben più di capelli biondicci, radi e stopposi. Quella di Cenerentola è, appunto, una favola.
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5.0L'accompagnatrice, 29-10-2010
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Sonečka è una giovane donna che riesce a sottrarsi ad una vita di stenti grazie al suo talento di pianista, che le consente di diventare l'accompagnatrice di una cantante affermata.
Sul palco come nella vita, Sonečka fa parte dello sfondo: gli applausi e le emozioni le passano accanto senza toccarla, ricordandole costantemente che lei è soltanto una comparsa, uno strumento atto ad accrescere la fama di un'altra, non la sua; la protagonista indiscussa è la cantante con la sua voce unica e insostituibile mentre Sonečka è perfettamente cosciente di non essere indispensabile al successo dell'esibizione.
Per questo motivo Sonečka non ha un'identità definita che sia possibile leggere al di fuori del suo ruolo di accompagnatrice: ciò la farà diventare meschina.
Purtroppo per lei, neanche i morsi dell'invidia riusciranno a renderla protagonista di quello che le accade intorno: la vita sembra scorrere inesorabile, dimentica della sua presenza.

Una scrittura straordinaria che conferma quanto poco sia importante il numero delle pagine per offrire spunti di riflessione universali.
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