Acciaio

Acciaio

3.0

di Silvia Avallone


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Descrizione

Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita. Poi un giorno arriva l'amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un'Italia in cerca d'identità e di voce, apre uno squarcio su un'inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 153 recensioni)

3.0Acciaio, e poi?, 20-07-2015
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni
L'amicizia tra Anna e Francesca si svolge sullo sfondo di una Piombino che soffoca nei miasmi di un'acciaieria che regala stipendi e inquinamento a una società immobile. Quella acciaieria dove lavorano padri, fratelli, amici e fidanzati è vissuta dalle protagoniste come un mostro mitologico: la temono e la amano, le sono riconoscenti ma in virtù di essa vorrebbero scappar via. Non tanto lontano: magari all'Elba per un bagno ristoratore oppure proprio lontano, per studiare all'università. Ma anche chi studia fuori Piombino, come Elena, alla fine ritorna, come fosse attratto da una forza magnetica. In quel ritorno c'è anche un versante sentimentale, che però la sfortuna vorrà...
Un bel libro. Non solo da ombrellone.
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4.0L'amicizia a Piombino, 17-07-2015
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni
Prendete un mondo provinciale e maschilista, inserite due ragazzine procaci e ingenue, in parte ribelli e in parte pigramente conservatrici, mettete ovunque ciminiere che inquinano, avvelenano e al tempo stesso fanno crescere il conto in banca dei loro padri, dei loro fratelli, dei padri e dei fratelli di tutti. Le protagoniste annaspano alla ricerca di un senso, di valori a cui attaccarsi, alla ricerca di attimi generosamente vitali, ma trovano solo uomini affamati, allupati e stanchi, inutili esseri che si disperdono senza essere capaci di sopravvivere. E loro due riusciranno a sopravvivere, magari in virtù della loro straordinaria amicizia?
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4.0Lo consiglio, 18-05-2014
di L. Corbelli - leggi tutte le sue recensioni
Una storia ambientata a Piombino in cui finalmente le famiglie italiane non sono presentate come la tipica famiglia idealizzata della Mulino Bianco. Emergono varie problematiche come il lavoro in fabbrica, la disillusione dei giovani, la violenza sulle donne, la facilità di alcune ragazze. Uno spaccato di un'Italia che arranca e cerca di sopravvivere giorno dopo giorno. Spietato, duro e terribilmente realistico. La vita di due ragazze che ci permette di riflettere sulla realtà che ci circonda....
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4.0Da leggere, 20-08-2012
di C. Casarosa - leggi tutte le sue recensioni
A me è molto piaciuto! Lo stile asciutto, duro, come la situazione che descrive. I personaggi con la loro ansia di vivere e conquistarsi un posticino al sole in un luogo migliore (costi quel che costi); e poi la descrizione della fabbrica (il "personaggio" aggiunto) e della vita al suo interno. Insomma essendo Toscano e conoscendo i luoghi in questione forse l'ho apprezzato maggiormente senza riscontrare quelle forzature che altri lettori hanno lamentato. Ottimo libro.
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1.0PESSIMO, 30-05-2012
di A. Baldini - leggi tutte le sue recensioni
Uno dei libri più brutti mai letti e non lo dico con leggerezza o per esagerare. Personaggi piatti e stereotipati, linguaggio volutamente scurrile che ricorda la copia mal riuscita dello stile di Ammaniti, tempi narrativi senza un filo di logica, costruzione inesistente... Insomma tutta e solo pubblicità
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3.0Buon libro, 30-05-2012
di S. Alimonti - leggi tutte le sue recensioni
La storia di due ragazzine che crescono in un ambiente ostile ma che comunque riesce a farle incontrare e a farle diventare inseparabili; insieme passano i momenti più significativi della loro formazione e della loro adolescenza, i primi impulsi sessuali che devono combattere da sole, non c'è nessuno che le possa aiutare e guidare. E quando scoprono l'amore vero, le cose appaiono ancora più difficili, tanto che addirittura la loro amicizia non ne esce illesa. Buon libro per passare del tempo e rilassarsi.
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3.0Piacevole, 29-03-2012
di C. De Cesare - leggi tutte le sue recensioni
Una cosa che ho adorato di questo libro è sicuramente la scrittura. E' infatti molto accattivante e intrigante, riesce a interessare un possibile lettore non esigente alla trama, così varia e mai noiosa. Sicuramente avrebbe potuto avere maggiore accorgimento nei risvolti, poco significativi e non sempre adeguati al contenuto. Comunque sia valido.
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3.0Consigliato, 25-03-2012
di R. Di Santo - leggi tutte le sue recensioni
Secondo classificato al premio strega. Questo testo sicuramente più valido di "la solitudine dei numeri primi" riesce a mantenersi con un ritmo serrato e ben delineato. La scrittura è vasta, asciutta ed essenziale e non sminuisce un contenuto piacevole e di facile scorrimento. Un testo che personalmente mi sento di consigliare!
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3.0Piacevole, 22-03-2012
di A. Sarro - leggi tutte le sue recensioni
Un buon secondo posto decisamente meritato per la scrittrice Avallone. Il romanzo in questione è infatti un titolo accattivante e promettente fin dalle prime pagine. Una scrittura solida e sobra, scarna di eccessi o ripetitività, accompagna una trama ben caratterizzata, intrigante e incalzante nel ritmo sempre serrato e pieno di suspence.
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3.0Piacevole, 21-03-2012
di E. Valente - leggi tutte le sue recensioni
Un libricino davvero intenso e piacevole, sicuramentè meritevole di un posto pià alto in classifica per accontentarsi di un secondo posto al premio strega, specialmente se consideriamo il vincitore un titolo da evitare a prescindere. Questo ACCIAIO è indiscutibilmente piacevole e merita d'essere letto.
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4.0Acciaio, 20-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 5
di A. LONGO - leggi tutte le sue recensioni
Un libro semplice e diretto: racconta la storia di due ragazzine, la loro amicizia, la loro crescita e le esperienze che le porteranno a dubitare della stessa amicizia. Un libro bello e coinvolgente, che ha per sfondo la Toscana, non quella romantica rappresentata nelle guide turistiche, bensì quella dei lavoratori.
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1.0Insulso, 19-03-2012
di S. Chiusa - leggi tutte le sue recensioni
E' triste vedere questo genere di libri in classifica, spinti da commercianti e progettisti editoriali. Ho voluto dare un'occasione all'autrice e ai casi letterari rimandendo purtroppo deluso come già altre volte in passato. La trama è vista e rivista, i personaggi pure e di una banalità fastidiosa. Una storia che vorrebbe parlare del degrado della periferia, ma sembra piuttosto scritta da una persona che quei posti non li ha mai visti. Una sconfinata sequela di stereotipi ridicoli, conduce al finale senza che il lettore abbia provato la benchè minima emozione.
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