1984. Con CD Audio

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5.0

di George Orwell


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In sintesi

Winston Smith lives in a society where the government controls people's lives every second of the day. Alone in his small, one-room apartment, Winston dreams of a better life. Is freedom from this life of suffering possible? There must be something that the Party cannot control – something like love, perhaps?

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0IL GRANDE FRATELLO, 20-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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1984" è un vero capolavoro per chi si schiera con la libertà e difende i valori individuali della nostra specie. Il saggio costituisce un appello alla coscienza individuale; è un'esortazione a non rinunciare ad essere se stessi, a non abdicare alla propria indole umana.
In un'epoca in cui i laburisti britannici strizzavano l'occhiolino ai marxisti e perfino Roosevelt sembra lasciarsi commuovere dalla commedia stalinista, Orwell lancia l'accusa ed esorta - per così dire - a salire sulle barricate per redimere il patrimonio della coscienza individuale che i collettivisti considerano un pericolo.
Nel suo monito, il socialista Orwell, nauseato, confessa il suo strazio e manifesta la propria delusione per aver pure lui creduto ingenuamente all'ingannevole ideologia, dopo aver osservato i suoi epiloghi nella Spagna repubblicana e nell'Unione Sovietica stalinista. Scoperto l'inganno toccando con mano, dà sfogo alla sua geniale creatività contro il totalitarismo dalle false buone intenzioni che degenera, conducedo fatalmente al completo annichilamento dell'identità individuale.
Privati della loro individualità, gli umani sono ridotti a marionette silenziose in cui la censura con grottesco rigore agisce perfino sul linguaggio mutilato: ambizione, sentimento, sensazione ecc. sono soppresse dal dizionario ufficiale del sistema. Condizionati a schiavitù, il modello dell'ipocrisia premia la rinuncia, l'asservimento è esaltato dal potere occulto e nessuno spazio è lasciato a chi osa pensare; ciò che resta di queste ombre umane, son docili figure manipolate come burattini appesi ai fili dell'organizzatore; obbedienti sudditi passivi non al servizio della collettività, bensì di chi si nasconde nella sala dei bottoni, dietro le quinte dell'immensa sceneggiatura tragicomica, con al comando un potere assoluto orchestrato dal "Grande Fratello". Spogliati della propria dignità, devono solo ubbidire; ormai immuni della propria dimensione, non resta altra prerogativa se non la disciplina nell'anonimato sotto i vigili occhi di chi sorveglia tutto e tutto controlla.
Questo saggio dovrebbe insegnare a riflettere anche noi, all'orizzonte conformista decadente che cresce; al miserabile linguaggio di pessimo gusto che politici, populisti di piantone ed esibizionisti irrresponsabili impongono, indifferenti alle perplessità di chi ancora aspira alla propria civile dignità. Insensibili ad un minimo di decoro, proporzionano spettacoli conditi di strafalcioni, di termini strani, mezzi misteriosi ed incomprensibili, presi in prestito da chissà dove, trasformando la nostra bella lingua in espressione arcana da iniziati, dove molti significati assumono valori soggettivi e perdono i loro veri sensi che scadono per assumere significati che si prestano alle più libere interpretazioni di comodo per demagoghi e politicanti di turno che solo aspirano al potere. Così, invadono le case dei sudditi non pensanti e per mezzo del banale elettrodomestico proporzionano all'ignaro pubblico passivo programmi pieni d'applausi telecomandati ed osano perfino plagiare questa stessa opera letteraria con trasmissioni d'impari volgarità, come quello del "Grande Fratello", fin da temere d'annegare in tanta inezia. Coraggio! Ci rimane il rifugio della lettura di pubblicazioni eloquenti come questa, capace di destare gli individui da questo orribile incubo. Noi, almeno, possiamo ancora ribellarci all'arbitrio e manifestare il nostro rifiuto a piegarci alle contingenze imposte, senza rassegnarci alle consuetudini; all'epoca di asservimento di Stalin ciò sarebbe utopico.
Gli archivi sovietici ora rivelano quanto fosse giustificato l'allarme di Orwell, quando condanna quel preteso "paradiso sovietico" non solo in "1984" ma pure con "LA FATTORIA DEGLI ANIMALI", una favola rivelatasi come saggio in cui denunciava quella tragica realtà, allora sconosciuta nel nostro mondo libero. Così, Orwell invita ad usare il cervello, senza lasciarci incantare da falsi profeti che predicono ideali d'un futuro che non arriverà.
La morale di Orwell esalta il bisogno di esercitre il ragionamento affinché gli individui possano VEDERE PER CREDERE, contro i totalitari che, con ingannevoli ideologie ed ambigue promesse, insegnano a CREDERE PER VEDERE e nella vana attesa rimandano le profezie dei loro miracoli ad un eterno avvenire.
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